Ferragamo fa le scarpe all'uomo cosmopolita

Cashmere e flanella per l'esploratore di Moncler. Eleventy sceglie il «soft formal»

Lucia Serlenga

La ricerca di un nuovo linguaggio è la sfida più grande che la sartorialità lancia alla modernità. Quello di Ferragamo si esprime in francese perché la design direction della collezione uomo è stata affidata a Guillaume Meilland, 36 anni, studi di moda a Parigi, esperienze da Yves Saint Laurent e da Lanvin e dal 2016 nella scuderia della maison fiorentina. Il giovane stilista giustamente parte dalle scarpe, simbolo di Ferragamo, per scandire il passo di un uomo internazionale che si sposta da una metropoli all'altra scegliendo stivaletti con suola alta tipo creeper e chiodi di gomma sotto la suola o il mocassino con tomaia profilata da un intreccio di pelle. Una preziosa punteggiatura artigianale su un modo di vestire urbano e veloce dove un ruolo fondamentale ha la maglieria di cashmere perfetta per sostenere sia il completo con pantaloni a vita più alta, sia i modelli outdoor come i peacoat e gli impermeabili di pelle e velluto. Cambiare i connotati al classico sartoriale di spirito british attraverso l'arma dell'ironia è compito ben riuscito di Filippo Scuffi, designer di talento chiamato a proiettare nel futuro la forza di un marchio storico inglese come Daks. Normale perciò che in sfilata si respiri il fascino di un colore come il grigio, che la City sia lo stage ideale di tipi ambiziosi, che lo stile sia impeccabile fra principe di Galles, gessati, pied-de-poule usati per giacche, paltò e pantaloni. I giovani broker in completo tre pezzi hanno il vezzo dell'eleastico sulle maniche della camicia, si avvolgono in maglie di lana shetland fatte in Scozia, custodiscono il computer in cartelle di pelle e flanella.

Un'attitudine easy che da Eleventy, brand italiano in crescita esponenziale, si chiama soft formal e si esprime al meglio nella soft jacket da piegare come una maglia e mettere in valigia. «Ideale per i manager che girano il mondo, lavorano una quantità di ore indicibile ma hanno bisogno di preservare un aplomb da sartoria» sottolinea Marco Baldassari, uno dei fondatori del brand e responsabile della collezione uomo mostrando la coerenza di pantaloni stile jogging ma in lana stretch studiati per accentuare il comfort di una divisa che tra i suoi punti di forza include magnifici maglioni realizzati a mano da artigiane toscane e scarpe in culatta di cavallo tamponate a mano. Insomma la ricerca di nuovi percorsi creativi è la mission di ogni marchio che si rispetti. Per Moncler si tratta per esempio di guardare al futuro tenendo forte l'identità del suoi valori sartoriali. Per la linea Gamme Bleu disegnata da Thom Browne si toccano vette di ricercatezza estrema nella declinazione di materiali pregiati come il cashmere e la flanella di lana coniugati con quelli più tecnici come gli spigati Mackintosh e il cavalry twill. L'alpinismo e l'escursionismo, il tema dei ganci, dei nodi e delle corde, sono il fil rouge per dare a tute, bomber oversize, pantaloni e maglie lavorate a mano il senso più alto di una moda nata per la quotidianità in puro spirito Moncler.