Il festino con gli amici e la pasticca di ecstasy: muore ragazza 16enne

Arrestati il fidanzato e un amico. Avevano comprato la droga. Solo denunciato il pusher

C hiamatela ecstasy, «droga dello sballo», Mdma, sigla della metanfetamina in pastiglie, o come diavolo volete. Cambiano i nomi, ma la porcheria è la stessa. Pericolosissima, spesso tagliata con altre schifezze chimiche ancor più venefiche. Si deglutisce, per andar più fuori di testa i ragazzi la annaffiano con abbondanti dosi d'alcol, stimola i sensi, eccita, li fa sentir veri duri magari pure allucinati e, se non è oggi sarà domani, li ammazza.

Adele De Vincenzi aveva solo sedici anni, e nel cuore una vita già disperata: lo scorso anno aveva perso la madre, stroncata da un tumore. Era un'infermiera, e proprio nelle scorse settimane lei l'aveva ricordata con uno struggente post su Facebook: «Ridammi solo un giorno per stare con te per capire che bello c'è oltre a questo. E capire che senza di te, mamma, non è più lo stesso», scriveva la sedicenne accompagnando la prima dolorosa ricorrenza con una foto della defunta.

Adele adesso, l'ha raggiunta. È morta per colpa dell'ennesima maledetta notte di trasgressione malata a base di ecstasy. Vogliamo consolarci sognando che possa trovare pace e gioia «oltre a questo», questo distopico orrore che sembra essersi impossessato dei nostri tempi e del futuro dei nostri ragazzi.

Non era sola, venerdì sera, la ragazzina di Chiavari ad impasticcarsi. Al «rito» del week-end partecipavano il fidanzato Sergio Bernardin, 21 anni, e un'altra giovane coppia, Gabriele Rigotti, di 19, e la sua fidanzatina, anche lei minorenne. Si erano chiusi nella casa di via Corridoni a Genova, dove Rigotti ha una stanza in affitto e via, «sciambola». Qui la polizia ha trovato altri 3 grammi di Mdma oltre a una confezione di funghi allucinogeni che però non sarebbero stati usati. «Non era la prima volta che la prendevamo», avrebbero ammesso, quasi candidamente i «sopravvissuti». «Lo facevamo ogni tanto per sballarci nel fine settimana, ma non eravamo mai stati male». Male e tanto sta il papà di Adele, operatore sanitario in una struttura per disabili. Quando è arrivato all'ospedale Galliera per riconoscere Adele, è crollato. Hanno dovuto soccorrerlo i medici. Disperato farfugliava: «Non è possibile». Ora gli rimane solo un figlio. I due ragazzi che si trovavano con Adele, nel frattempo erano già in manette. Arrestati per cessione stupefacenti, accusa tutto sommato fragile. La droga l'avevano acquistata per se stessi, ai poliziotti hanno fornito subito nome e cognome dello spacciatore che gliela aveva data. Si tratta di un diciassettenne di Busalla. Lui è stato denunciato in stato di libertà.

Erano le 2 circa del mattino quando Adele si è sentita male. Dopo il festino i quattro erano usciti per andare in centro, ma vicino alla stazione di Brignole la sedicenne si è sentita male. Un'infarto. Gli altri l'hanno portata al porto soccorso, Adele aveva già perso i sensi. «È arrivata in coma profondo, abbiamo avviato subito la rianimazione, siamo andati avanti per quasi un'ora, ma non si è mai ripresa», spiega mestamente Paolo Cremonesi, direttore del pronto soccorso. Tre settimane fa i sui medici avevano salvato per un pelo una ragazza che si era drogata a un rave party.