Fidanzati uccisi, alla sbarra il caporale maggiore

Cominciato il processo che vede accusato un commilitone ed ex amico delle vittime

La pistola non è più fumante, ma gli indizi sono caldissimi. Si apre così il processo per il duplice omicidio dioPordenone, vittime il caporal maggiore Trifone Aragone, 28 anni, e la sua fidanzata Teresa Costanza, di 30. Era il 17 marzo 2015, quando un sicario, per mesi rimasto sconosciuto, li freddò mentre uscivano dalla palestra del Palazzetto dello sport. Per gli investigatori quel killer solitario sarebbe Giosuè Ruotolo, militare campano ventisettenne, collega di Aragone. «Rancore, voglia di vendetta, paura di perdere il posto» a causa dell'ex amico, il presunto movente.

Ruotolo, ieri mattina, è entrato in tribunale a Udine intorno alle 9; poco dopo sono arrivati anche i genitori di Teresa Costanza e uno dei fratelli del caporal maggiore ucciso, Gianni.

Prima decisione della Corte d'assise, quella di respingere la richiesta di citazione del ministero della Difesa come responsabile civile nel processo. Ma lo scontro vero, deve ancora cominciare. Ed è quello tra accusa e difesa. Ruotolo «sicuramente colpevole, ci sono nuovi indizi schiaccianti», stando al legale Nicodemo Gentile, parte civile per conto del fratello di Trifone. Ruotolo innocente, per i suoi difensori, gli avvocati Roberto Rigoni Stern e Giuseppe Esposito. «Quando lui passò in quella zona, la coppia era già stata assassinata», la loro tesi.

Di fatto, quella di ieri, è stata solo un'udienza «tecnica» conclusasi alle 16.30. Dopo le discussioni sulle eccezioni preliminari (tra cui i video sui passaggi e percorsi effettuati da Ruotolo ed analizzati da Procura e Carabinieri) sono state ammesse quasi tutte le prove richieste dalle parti.

Il collegio giudicante ha quindi fissato le prossime udienze del processo. Si torna in aula lunedì 17 ottobre, con i primi testi della Procura, e poi a seguire il 28 ottobre, mentre cinque saranno le udienze in calendario a novembre. «Sono sicura che avremo giustizia», le poche parole pronunciate dalla mamma di Trifone Ragone, uscendo dall'aula.