Filippine, libero l'ex missionario rapito

La famiglia avrebbe pagato un riscatto di 570mila euro

Sarebbe stato pagato un riscatto di 30 milioni di pesoa, pari a 570mila euro, per la liberazione di Rolando Del Torchio, 57 anni, l'ex missionario di Angera, in provincia di Varese, rapito sei mesi fa nel Sud delle Filippine. Che da ieri, pur se dimagrito e forse malato, è libero. Per la gioia della madre, che oggi compirà 93 anni e festeggerà due volta: «Mi ha fatto il regalo più grande».

Del Torchio, ex sacerdote missionario, fu rapito nelle Filippine il 7 ottobre del 2015 da sette uomini armati, che erano entrati nel suo caffè-pizzeria a Dipolog City, nel sud delle Filippine, fingendosi clienti. Nell'area sono attivi diversi gruppi separatisti musulmani. Si ritiene infatti che i suoi rapitori fossero ex ribelli musulmani che lo avrebbero consegnato al gruppo terroristico Abu Sayyaf, legato ad al-Qaeda. Il gruppo fu visto salire su un motoscafo per lasciare la città via mare. Ieri Del Torchio è stato recuperato dalla polizia al porto dell'isola di Jolo, mille chilometri a sud di Manila. Del Torchio, secondo quanto riferisce il generale Restituto Padilla, portavoce militare, è stato trovato a bordo di un traghetto passeggeri diretto verso la vicina città di Zamboanga, dove è stato prelevato e portato a un centro sanitario militare per un controllo.

Del Torchio viveva nelle Filippine dal 1988, quando era stato assegnato alla zona come missionario per il Pontificio istituto missioni estere. Aveva lasciato la tonaca nel 1996. Secondo il sito di informazione filippino Rappler.com, del Torchio aveva preso tale decisione scandalizzato dall'emergere del fenomeno pedofilia nella Chiesa. Aveva comunque scelto di rimanere sull'isola di Mindanao, nel sud del paese, per lavorare con un'organizzazione non governativa che forniva assistenza agli agricoltori della zona. In seguito aveva aperto un suo ristorante, l'«Ur Choice Cafè». Del Torchio era scampato a un attentato una quindicina di anni fa, quando alcune persone avevano sparato contro di lui mentre si trovava insieme al vescovo locale.

Soddisfazione per la liberazione è stata espressa dal presidente del consiglio Matteo Renzi, che ha ringraziato le autorità filippine e ha anche parlato nel pomeriggio con la sorella dell'ex-missionario. «Finalmente è stato liberato: non abbiamo mai perso la speranza», dice con sollievo Alessandro Paladini Molgora, sindaco di Angera, sul lago Maggiore, dove vive la famiglia dell'ex sacerdote, che gestisce una gastronomia. «In paese c'è una grande soddisfazione - prosegue il primo cittadino - per fortuna si è risolta positivamente la vicenda».