Filmato mentre lo sgozzavano L'Isis rivendica: «Sono nostri soldati»

Uccisi i due giovanissimi terroristi. Una suora in fin di vita

Riccardo Pelliccetti

Non si fermano più. I terroristi islamici hanno assaltato per la prima volta una chiesa europea sgozzando il parroco e ferendo suore e fedeli. Due jihadisti gridando «Daesh» (acronimo dello Stato Islamico) hanno fatto irruzione ieri, durante la messa mattutina, nel luogo di culto di Saint-Etienne- du-Rouvray, poco distante da Rouen, nel cuore della Normandia. I terroristi sono entrati armati di coltelli dalla porta posteriore, mentre in chiesa c'erano il sacerdote, tre suore e due fedeli. Hanno preso tutti in ostaggio e poi si sono accaniti sul parroco 84enne, padre Jacques Hamel, tagliandogli la gola. Stessa sorte per una suora che, nonostante il tentativo di sgozzamento, sta ancora lottando fra la vita e la morte e per altre due persone, che però non sono state ferite gravemente. Una suora sopravvissuta ha raccontato alla tv che il sacerdote, prima di essere ucciso, è stato obbligato a mettersi in ginocchio. I due jihadisti «hanno registrato un video mentre recitavano una sorta di sermone vicino all'altare», ha spiegato la religiosa. I sopravvissuti sono stati poi messi in salvo dalle forze speciali del Bri (Brigate di pronto intervento) che sono arrivate in pochi minuti, grazie all'allarme lanciato da una suora che era riuscita a fuggire dalla chiesa durante l'attacco jihadista. «Sono entrati improvvisamente ha riferito la religiosa parlavano arabo e ho visto un coltello. Sono scappata quando hanno cominciato ad aggredire padre Jacques. Non so nemmeno se si siano resi conto che stavo fuggendo». Quando i due terroristi con i coltelli in mano sono apparsi sul sagrato gridando «Allah akbar», gli agenti li hanno abbattuti. La chiesa è stata poi ispezionata dagli artificieri che hanno trovato una finto ordigno esplosivo, come finta era la cintura esplosiva che indossava uno dei due jihadisti. L'azione è stata, come di consueto, rivendicata dall'Isis che ha parlato dell'attacco di «due nostri soldati» alla chiesa. Lo stile è identico a quello di lunedì, quando una profugo siriano si è fatto saltare in aria nella città tedesca di Ansbach: dopo che le autorità hanno attribuito l'attentato all'Isis, il braccio mediatico dello Stato Islamico ha subito fatto proprio l'attacco terroristico con le stesse parole «era un nostro soldato». Ma chi erano i due killer islamici che hanno preso di mira la chiesa? Sono entrambi di nazionalità francese, ma per ora non sono state diffuse le loro generalità. Di certo si sa che uno dei due, un diciannovenne identificato solo con le iniziali A.K., avrebbe tentato di raggiungere la Siria per ben due volte, la prima attraverso la Germania, la seconda passando per la Svizzera. L'ultima volta, dopo essere stato respinto alla frontiera turca nel maggio dello scorso anno, è stato arrestato quando è sbarcato all'aeroporto di Ginevra e poi estradato in Francia. Qui è finito in carcere con l'incriminazione di associazione per delinquere di stampo terroristico e, dopo un breve periodo di detenzione, è stato messo in libertà vigilata con l'obbligo di indossare un bracciale elettronico. Il giovane jihadista era stato quindi già schedato con la «S», sigla che in Francia identifica i criminali pericolosi, compresi i terroristi. Il presidente Francois Hollande, dopo aver visitato il luogo dell'attacco jihadista, ha riunito nel pomeriggio all'Eliseo il premier e i ministri dell'Interno e della Giustizia per esaminare la situazione. «Siamo di fronte a una prova grandissima ha detto Hollande la minaccia per il nostro Paese resta estremamente elevata».