Finanziamento ai terroristi: raddoppiano i casi

Nel 2016 ben 741 segnalazioni all'Uif. Sotto la lente i profili finanziari dei foreign fighters

Andrea Cuomo

Cresce la minaccia dell'Isis e crescono anche le operazioni di finanziamento illecito del terrorismo. Anche in Italia: nel 2016 sono state 741 le operazioni sospette secondo la relazione annuale dell'Uif (Unità di informazione finanziaria), organo di Bankitalia che si occupa di ipotesi di riciclaggio e finanziamento illecito del terrorismo. Un dato più che doppio rispetto al 2015, sei volte superiore nel confronto con il 2014 e di dieci volte superiore al primo anno di vita dell'Uif, che fu il 2007. Un dato che in parte è dovuto alla maggiore sensibilità nei confronti di questo tipo di reato e in parte certamente ai protocolli d'intesa con i notai, i commercialisti e degli esperti contabili per garantire l'anonimato dei professionisti che segnalano l'anomalia. Però resta comunque un dato che colpisce e preoccupa. Anche perché non si tratta generalmente di falsi allarmi: oltre il 90 per cento dei sospetti finanziamenti illeciti del terrorismo è stato ritenuto di interesse investigativo dal nucleo speciale di polizia valutaria; e in molti casi le indagini hanno confermato i sospetti. «I recenti episodi di terrorismo - dice nella relazione il governatore della Banca d'Italia Ignazio Visco - hanno confermato che i fallimenti più gravi dei sistemi di contrasto avvengono quando è carente la condivisione delle informazioni, prevalgono i particolarismi, si trascurano i segnali disponibili». La Uif si è quindi attivata «per porre in essere, nei limiti delle sue competenze, ogni misura utile per prevenire e contrastare la minaccia terroristica e per supportare gli Stati colpiti nella individuazione delle tracce finanziarie degli attentatori e delle loro reti di sostegno che, in alcuni casi, presentavano collegamenti con l'Italia». Nel maggio del 2016 la Uif ha attivato un portale internet dedicato alle modalità e alle caratteristiche del finanziamento del terrorismo che rappresenta una fonte di conoscenza di informazioni e documentazione, anche di provenienza estera e spesso di non immediata reperibilità.

Sotto osservazione da parte dell'Uif in particolare i profili finanziari dei foreign fighters, i miliziani dell'Isis che si muovono tra Siria, dove combattono nella guerra civile, ed Europa, dove organizzano attentati. È stata resa possibile la condivisione di una grande massa di dati su reti relazionali internazionali ricostruite sulla base delle transazioni finanziarie effettuate da persone sospettate di appartenere o supportare lo Stato islamico. I dati condivisi con l'Uif hanno riguardato finora operazioni compiute da oltre 38mila nominativi. Secondo il governatore Visco l'importo complessivo delle segnalazioni Uif è arrivato a 88 miliardi di euro, più di 150 miliardi se si tiene conto anche delle operazioni solo tentate. Oltre al terrorismo, l'ufficio di Bankitalia si occupa di segnalazioni riguardanti la criminalità organizzata, la corruzione e l'evasione fiscale.