La fine dei "cattopiddini". Il centrodestra "salva" i cattolici

Cattolici in ritirata dal Partito Democratico. Solo il centrodestra elegge parlamentari pro life. Ecco il "fallimento" della "linea Galantino"

Una sconfitta bruciante. Chi, tra le varie diramazioni progressiste degli ambienti cattolici, ha sostenuto il Partito Democratico questa mattina si è trovato dinanzi a un dato incontrovertibile: nei luoghi dove imperano povertà economica e domanda di attenzione sociale, nelle cosiddette "periferie elettorali", il Pd non esiste più e trionfano, invece, il centrodestra o il cosiddetto voto antielitista. I blog e i siti tradizionalisti, nel frattempo, gongolano. La "linea Galantino", scrivono, è fallita. E così anche quella della Cei, di Avvenire e del "cattopiddismo". Del resto, non si poteva immaginare che l'episcopato italiano, almeno in parte, finisse per essere considerato contiguo ad una formazione politica che è rappresentativa sì, ma solo dei Parioli di Roma, del centro di Milano e di poche altre zone d'Italia.

"Quello che chiamano populismo - ha scritto l' "Abate Faria" sul blog di Marco Tosatti - è solo lo specchio della paura legittima delle persone. Purtroppo una gerarchia che vive lontana dai bisogni reali delle persone, che lascia dire che la Cina è il posto che meglio attua la dottrina sociale della Chiesa senza censure ufficiali, che non si accorge che si sta veramente perdendo il passo con la storia rincorrendo le utopie progressiste, insomma una gerarchia di questo tipo dovrebbe mettersi davanti a Dio e riflettere profondamente". I vertici ecclesiastici, a forza di aperture dottrinali e di prediche immigrazioniste, avrebbero perso il polso della situazione. Nando Paglioncelli, sul Corriere della Sera, aveva segnalato come "tra coloro che partecipano assiduamente alla messa domenicale il Partito Democratico risulta primo partito". E nei luoghi sacri del cattolicesimo, durante queste settimane o nei mesi che hanno preceduto la campagna elettorale, erano comparsi proprio Matteo Renzi, Laura Boldrini e persino Emma Bonino. La leader radicale, nonostante le polemiche dei fedeli più oltranzisti, ha tenuto un incontro elettorale nell'ipogeo di una Basilica di Capodimonte. L'ex presidente della Camera dei deputati è stata ospitata a Palermo, durante una festa del quotidiano della Cei. Il segretario del Partito Democratico, ancora, era stato nella chiesa paleocristiana di Paestum. Comizi improvvisati, si dice, sui quali le diocesi non avrebbero avuto potestà.

Il disperato appello del segretario del Pd, che era stato lanciato ai cattolici a pochi giorni dalla sfida elettorale, è caduto nel vuoto: "Voglio dire qui alle donne e agli uomini del mondo cattolico, alle persone che vivono le parrocchie e le realtà associative, di riflettere: siamo ad un bivio perché il centrodestra non è a trazione moderata", aveva tuonato Matteo Renzi. Eppure, gli esponenti cattolici che verranno eletti, hanno trovato tutti ospitalità nel centrodestra. Esemplificativo, in questo senso, è il caso di Mariachiara Franzoia, sostenuta dai focolarini, candidata del centrosinistra e sconfitta dal centrodestra nel collegio che comprende Trento, la Val di Non e la Val di Sole. Stesso discorso, ancora, per il neopresidente del Consiglio d'Europa Michele Nicoletti, che ha perso nel collegio di Rovereto. La visione ultraprogressista del cattolicesimo, insomma, è stata sonoramente bocciata dagli elettori italiani. Qualche chanche, invece, esisterebbe per quei candidati "pro life" e "pro family" che sono stati traghettati nelle liste di Forza Italia, della Lega, di Fratelli d'Italia e di Noi per l'Italia. Simone Pillon, espressione del Family Day e candidato da Salvini in Lombardia, sarebbe in bilico. Bisognerà aspettare i risultati definitivi dei collegi uninominali. Ce la fa, ad esempio, la cattolicissima Paola Binetti, eletta a Roma contro ogni previsione. Non sarà senatore, invece, Federico Iadicicco, che il centrodestra aveva schierato nel collegio di Roma Gianicolense 1 valevole per il Senato contro Emma Bonino, ma il dato del responsabile del Dipartimento vita e famiglia di Fratelli d'Italia sarebbe il più alto tra quelli raggiunti dal partito di Giorgia Meloni nella capitale. Consolazioni, insomma. Forse anche molto magre, ma la sopravvivenza delle istanze cattoliche nel Parlamento italiano, questo si può dire con certezza, già si deve al centrodestra. Fuori dai giochi, infine, il Popolo della Famiglia di Mario Adinolfi. Dentro, invece, l'ex presidente della Camera Pier Ferdinando Casini: l'ultimo dei "cattopiddini".

Commenti

Luigi Farinelli

Lun, 05/03/2018 - 17:40

Mons. Galantino ha fatto troppi danni e non si è neanche accorto della deriva incredibile che aveva assunto, lontanissima dalla rotta della tradizione cattolica, con tanto di aperture new age e laiciste. Il suo boicottaggio ai due ultimi "Family Day", il primo completamente ignorato, il secondo addirittura avversato, hanno cominciato a smascherarne gli intenti e a far capire da quali logge provenissero gli ispiratori.

INGVDI

Lun, 05/03/2018 - 17:46

Quelli che vanno in chiesa e votano PD, M5S o adirittura Emma Bonino, non sono cattolici, sono degli ipocriti e basta. La (falsa) chiesa bergogliana ha creato il terreno perché ciò possa succedere.

Ritratto di Leonida55

Leonida55

Lun, 05/03/2018 - 18:16

Avete avuto quello che da tempo meritavate.

Ritratto di Friulano.doc

Friulano.doc

Lun, 05/03/2018 - 19:14

Urge una diaspora se non un vero e proprio scisma da questa chiesa cattolica. Galantino, cardinali, vescovi e pretacci Rossi vanno scomunicati. Don Luigi Sturzo definì i cattolici di sinistra “comunisti spuri” e guardateli chi sono costoro, nei vostri paesi e nelle vostre città: si riconoscono perché vi parlano come se avessero qualcosa da insegnarvi, come fossero i depositari della verità. In realtà sono peggiori anche degli stessi comunisti, perché nascondono le loro brame e le loro trame all’ombra della Croce e nei meandri delle canoniche.

caren

Lun, 05/03/2018 - 19:48

I Galantino, i Bonino, i bergoglini, i boldrini, i saviani e tutti gli utili idioti, nonché traditori dell'Italia, che si sono sgolati per decretare senza successo la fine del nostro Paese, avranno conati di vomito e mal di testa per un mese. Del resto i prepotenti fanno tutti la stessa fine, prima o poi.