Finito il calvario: assolto l'ex sindaco di Mantova

Dopo 1.478 giorni Sodano (Fi) scagionato dall'accusa di corruzione: "Su di me tante falsità"

La solita giustizia ad orologeria. Protagonista di questa assurda vicenda giudiziaria, specchio di come funzionano i tribunali in Italia, è l'ex sindaco di Mantova Nicola Sodano (Forza Italia). Tutti assolti perché il fatto non sussiste.

Questo processo che non avrebbe mai dovuto cominciare, quello per la lottizzazione Lagocastello, è finito praticamente senza iniziare. Lo ha cassato il gup del tribunale di Roma Roberto Saulino, chiamato a decidere, in sede di udienza preliminare, se rinviare a giudizio i sette imputati, o meno. Saulino ha dichiarato che un processo del genere sarebbe stato del tutto inutile per la pressoché totale assenza di prove d'accusa. Ed invece, da quel febbraio 2015 sono passati quattro lunghi anni, quando i carabinieri fecero un blitz nel Comune di Mantova.

Si chiude così con una sentenza di assoluzione di primo grado, certo, ma che sa di sentenza definitiva, il processo a carico di Sodano, e degli altri imputati coinvolti nel procedimento: l'imprenditore Antonio Muto, a giudizio con l'ex senatore di Forza Italia Luigi Grillo, l'ex presidente del Consiglio di Stato Pasquale De Lise, l'ex senatore Franco Bonferroni, il commercialista Attilio Fanini e l'ex consigliere comunale di Reggio Emilia, Tarcisio Costante Zobbi.

Il procedimento, nato a Brescia e finito a Roma per competenza territoriale, era stato stralciato dal processo Pesci sulle presunte infiltrazioni della 'ndrangheta nel mantovano, perché tanto la vicenda quanto gli imputati di Lagocastello erano risultati estranei a scenari di mafia. Per l'accusa gli imputati, a vario titolo e in fasi diverse, avrebbero esercitato pressioni su ministero e Consiglio di Stato per aggiustare la pratica Lagocastello, lottizzazione per 200 villette e un hotel su un'area di 400mila metri quadrati.

«È la giusta risposta a tante pagine di odio e falsità ha commentato Sodano togliendosi qualche sassolino dalle scarpe -, la fine di 1.478 giorni di sofferenza che hanno cambiato la storia politica di questa città, perché quell'avviso di garanzia era arrivato nel pieno della campagna per il mio secondo mandato. Come mai proprio allora? Sono arrivato vivo alla fine. L'avevo giurato sulla tomba di mio padre che questa faccenda doveva finire con giustizia e così è stato. Ora penso sia il momento di riflettere».FBos

Commenti

pardinant

Mar, 19/02/2019 - 09:36

Un'altra assoluzione dopo tanti anni di processi e spese. Ma non sarebbe meglio, dati i ritardi e le conseguenti prescrizioni concentrarsi sui processi dall'esito certo o quasi e lasciare perdere quelli fondati su prove eteree? In questo modo i colpevoli vengono assolti dalla prescrizione e gli innocenti condannati solo ad un lungo e costoso processo, nel caso specifico poi tutto a carico del Popolo, in quanto terminato con un'assoluzione.

manuel7070

Mar, 19/02/2019 - 10:10

Questa storia fa il paio con quella dell'ex governatore abruzzese Chiodi. In piena campagna elettorale accusato di diversi reati. Tutti processi terminati con assoluzione piena perché il fatto non sussiste. Anzi, uno di questi processi è rimasto ancora in piedi, perché Chiodi ha rinunciato alla prescrizione (si, avete capito bene), per essere assolto anche lì con formula piena. Come finirono quelle elezioni? Vinse tale D'Alfonso: andate su Internet e leggete della sua carriera, dei suoi interessi e delle sue amicizie e della sua "famosa" zia!

Gio56

Mar, 19/02/2019 - 10:21

Non sarebbe il caso di cominciare a vedere perchè un processo va sempre cosi per le lunghe e a denuciare quei pubblici ministeri e giudici che imbastiscono processi su prove a volte inconsiatenti?

maurizio50

Mar, 19/02/2019 - 10:38

La tecnica è sempre quella. Quando l'avversario è di destra , anche se onestissimo, lo si coinvolge in una inchiesta. Così lo metti in quarantena. Dopo cinque o sei anni ai margini ormai anche se pluri innocente non darà più fastidio. Tecniche in uso nell'Unione Sovietica di Stalin e amiconi. E qualcuno anche da noi ripercorre la stessa strada!!!