Finti ciechi, sordi e paralitici: arrestato un furbetto al giorno

L'ultimo blitz a Napoli con altri indagati. "Malata" di cuore incassava gli assegni di invalidità e arrotondava come escort

Il certificato parlava di gravi patologie cardiache e respiratorie e sindrome fobica e ossessiva. Maria S., invece, stava benissimo. E, per arrotondare l'assegno di invalida civile che l'Inps le passava sulla base di un certificato falso, faceva la escort su un sito di appuntamenti a Napoli. Si pubblicizzava con tanto di foto e tariffario promettendo «scintille».

È un lago pescosissimo per pm e carabinieri quello in cui sguazzano ciechi che ci vedono benissimo, paralitici che corrono a rimorchio dei bus, muti che cianciano al telefono e sordi che fanno la spesa, infartuati che lavorano nei cantieri. Ieri l'ultima retata con dieci indagati; e nell'ultimo anno ne sono stati arrestati 409, per un danno complessivo, alle casse dell'Istituto nazionale di previdenza, pari a 21 milioni (dal 2009 a oggi) che chissà se saranno mai recuperati.

Il meccanismo truffaldino si affinato fino a diventare spregiudicato al massimo grado. Non servono più medici e funzionari comunali compiacenti per ottenere il vitalizio: vengono direttamente contraffatti i documenti. I pm hanno scoperto che né l'Asl Na1 né la competente commissione invalidi civili solitamente visitano i pazienti. Tutto è fabbricato in stamperia, un po' come nel film La Banda degli Onesti di Totò e Peppino De Filippo: dal numero di protocollo fino al timbro. Si sceglie la patologia, si calcola la percentuale di inabilità (sempre superiore al 74%) e si manda in stampa. Per poi presentare l'istruttoria e attendere i primi accrediti.

In alcuni casi, è stato accertato che i truffatori sono riusciti a passare inosservati per quasi 10 anni, finendo per incassare sostanziosi arretrati per decine di migliaia di euro. I falsi invalidi non si sono fermati davanti a nulla. Pure quando il primo eclatante blitz portò 50 persone in manette, i raggiri sono proseguiti sfidando la sorte (e le inchieste). Tanto che, nel novembre scorso, in un ennesimo filone con 24 indagati, il gip Valerio Natale scrisse: «La percezione reiterata dei ratei illegittimamente ottenuti, peraltro nonostante i precedenti provvedimenti cautelari che avevano avuto grossa eco attraverso i mezzi di informazione, testimonia una capacità criminale ed una trasgressività particolarmente radicata». Insomma, i falsi invalidi non hanno avuto remore a giocare alla roulette nonostante il trucchetto fosse stato ormai scoperto. «A prescindere da qualsiasi considerazione di carattere etico e morale rispetto al danno cagionato ai veri invalidi è assolutamente probabile che gli indagati possano commettere reati della stessa specie, avendo dimostrato una particolare pervicacia nel perseguimento del proprio interesse illecito».

Il lavoro degli inquirenti è però tutt'altro che terminato. Ci sono almeno altri tre filoni collaterali su cui si stanno concentrando le investigazioni dei reparti del Comando provinciale dell'Arma di Napoli, guidati dal colonnello De Vita. Il primo è quello sulle connivenze di avvocati e studi legali che hanno offerto consulenza giuridica ai falsi invalidi. Il secondo scava, invece, nei rapporti col mondo della politica - sono stati indagati, nell'ultimo biennio, tre consiglieri di Municipalità di Chiaia e Poggioreale - e quello dei Caf, i centri di assistenza fiscale che hanno offerto «copertura» tecnica ai truffatori. L'ultimo - e più interessante - riguarda invece la criminalità organizzata. Nella prima tranche del 2009, fu accertato che decine di falsi ciechi erano legati da rapporti di parentela con esponenti del clan Mazzarella di Santa Lucia. La protettrice dei non vedenti, non a caso.

Commenti
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franco.brezzi

Mer, 13/05/2015 - 09:51

Che perspicacia, che acume, che sottile olfatto investigante: se ne sono già accorti. E saranno, si e no, settant'anni che un esercito di "furbi" attinge proditoriamente alle casse di stato. Sorge un dubbio: che ci siano medici conniventi? Sorge un altro: che ci siano funzionari corrotti? Altro dubbio: che sia un gioco per prender voti? Oppure anche: che qualcuno abbia sempre insabbiato ogni segnalazione? Boh!

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alfredido2

Mer, 13/05/2015 - 10:30

In questi casi non si dovrebbe indagare i medici che hanno autorizzato disabilità inesistenti ; a a seguire perchè tali medici ,se responsabili, non vengono radiati dall'ordine ?

cgf

Mer, 13/05/2015 - 10:38

i falsi invalidi forniscono false certificazioni, basterebbe collegare l'INPS con il resto del mondo, ma la voglia di 'potere' e l'arroganza di voler fare da soli perché ci si sente i migliori impedisce di aver controlli in tempo reale, e non sarebbe affatto violazione della privacy. Non va bene cmq, cosa ci farebbero fior di funzionari strapagati se sarebbe così facile controllare la documentazione sul sito delle ASL? Se non risulta, anziché l'assegno, ti mando a casa la procura, scommetti che calano drasticamente i falsi invalidi? io dico di si

Ritratto di franco_DE

franco_DE

Mer, 13/05/2015 - 10:56

ma chi firmava questi documenti falsi un cardiologo? e chi? nomi e toglierli la laurea se la aveva.

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gianky53

Mer, 13/05/2015 - 11:16

Naturalmente Napoli eccelle in questi sotterfugi, come da consodlidata tradizione. La patria del chiagne e fotte.

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Giorgio_Pulici

Mer, 13/05/2015 - 12:08

Per me bisogna inasprire le pene: se beccati si deve restituire il doppio od il triplo di quello incassato. Impiegati, funzionari e medici corrotti devono essere licenziati in tronco e devono essere chiamati a pagare in solido il danno subito dallo stato. Ai medici deve essere tolto il diritto di esercitare la professione. E tutto questo senza pietismi di sorta.

agosvac

Mer, 13/05/2015 - 13:07

Poi ci si chiede come mai l'inps non abbia i soldi per pagare il maltolto ai pensionati: i soldini gli servono per pagare le pensioni d'invalidità fasulle date agli amici degli amici!!!!!

pilandi

Mer, 13/05/2015 - 15:19

più che furbetti li chiamerei delinquenti...

Ritratto di do-ut-des

do-ut-des

Sab, 24/10/2015 - 10:25

quelli del sud mandateli al nord a fare le visite, così non si conoscono. Eppoi ci dovrebbe essere una banca dati che funzioni. Quando mostro un documento, la foto deve corrispondere con quello depositato al Comune. Sempre che al Comune ci sia un complice che sostituisce le foto in memoria al cervellone con quello che dovrebbe fare la visita. Perchè se io mando un vero cieco, pagando il disturbo, e gli do carta d'identità di quello che fa la domanda eppoi sostituisco la foto( a Napoli è facile trovare chi ti fornisce le false credenziali) con quello che è difronte al medico, cosa può ottenere? Un bel riconoscimento.Visto, timbrato, inabile.

Ritratto di do-ut-des

do-ut-des

Sab, 24/10/2015 - 10:30

scusate io sono figlio di napoletani ed il mio sangue porta a scoprire le loro malefatte.Soltanto che la mia famiglia appartiene a quelle oneste e mai e poi mai abbiamo abusato di questi metodi nella vita. Non abbiamo mai cercato aiuto, mai rubato, nemmeno una spilla, solo quello di lavorare e vivere solo con le nostre capacità fisiche ed intellettuali. Per questo siamo inca...volati perchè ci rimettiamo sempre, da questo Stato ladro.