Fiori ricamati, tulle e plissé Il viaggio nel tempo di Dior

La stilista Chiuri firma la sua prima Alta Moda per la Maison. Incanta la donna ribelle di Scognamiglio

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Parigi «Da un labirinto si esce. Da una linea retta no» dicono gli studiosi di esoterismo. Lo pensa anche Maria Grazia Chiuri che costruisce la sua prima alta moda chez Dior sul paragone tra le magnifiche ossessioni del grande couturier francese e le molte pietre miliari lasciate sul cammino dell'eleganza femminile in 70 anni di storia della maison. Il risultato è onirico e al tempo stesso concreto: un grande ballo del bel tempo che fu trasportato d'ufficio ai giorni nostri e ambientato in un vero e proprio labirinto della memoria. In mezzo ci può essere di tutto, dal giardino segreto di Villa Pisani sulle rive del Brenta a quello incantato in cui si svolge la quarta avventura di Harry Potter, dal celebre Bal Beistegui del 1951 a quelli offerti dagli anni Venti in poi a personaggi come la Marchesa Casati, Leonor Fini, Cocteau e Leon Baskt. Le citazioni potrebbero continuare all'infinito, ma la magia del lavoro di Chiuri stavolta sta nell'aver cercato una sorta di filo d'Arianna per addentrarsi nei codici di un grande marchio francese e nell'averlo trovato dentro di sé. «Voglio imparare, voglio capire» dice infatti nel backstage dove racconta di aver usato la memoria come motore di ricerca per una nuova storia in mille modi diversi.

Ecco quindi la famosissima giacca Bar cui si aggiunge il cappuccio e che diventa una piccola cappa e quindi uno smoking perchè sotto ha una lunga gonna pantaloni con innumerevoli plissettature che rendono infinitamente sensuale l'austerità del completo. Le prime otto uscite sono tutte così, in nero dalla testa ai piedi calzati dalle sublimi ciabattine a punta (nome in codice mule) con fiocco piatto e quattro centimetri di tacco. Poi arrivano un paio di abiti bianchi belli da togliere il fiato con le maniche rinascimentali e il lungo strascico che rischia d'impigliarsi nella spettacolare ricostruzione di un labirinto dentro il giardino del Museo Rodin. Infine arrivano i modelli colorati con quelle tinte evanescenti che tanto amava Monsieur Dior e i fiori dipinti a mano dal fiorista Pagliani di Verona (un'altra azienda con 70 anni di storia sulle spalle) ingabbiati nel tulle. I ricami sono incredibili e riproducono cose strane e meravigliose: i simboli astrologici, le costellazioni, la stella portafortuna di Dior, la luna simbolo esoterico di femminilità. I gioielli creati dalla scultrice Claude Lalanne, 96 anni, una leggenda nel mondo della moda, sono tutti in metallo forgiato a mano e riproducono fiori, farfalle, tralci di spine: tutto quel che puoi trovare in un labirinto se sei abbastanza forte per lasciarti guidare dal cielo. Non per niente lo show è dedicato a Franca Sozzani e la sua assenza si sente eccome tra le mille persone che nel backstage accorrono a complimentarsi con Maria Grazia commossa fino alle lacrime.

Francesco Scognamiglio ride invece soddisfatto della grande visibilità internazionale ottenuta in sole due sfilate di alta moda parigina. Stavolta il bravo designer napoletano parte dalla stanza del salotto delle ceramiche di Maria Amalia di Sassonia a Capodimonte per costruire una collezione che arriva a Lady Diana, ovvero alla ribellione di una donna cresciuta per tenere sotto controllo i codici della femminilità. Alcuni pezzi sono sensazionali con minuscole rose Capodimonte perse nei ricami, i devant de corsage intagliati a mano e l'abito in tulle evasione che ingabbia una cascata di cristalli. Certo non facile, ma la bellezza, si sa, è una dea sanguinaria che richiede continui sacrifici.