Flessibilità, prosegue il braccio di ferro con Berlino

Tema non in agenda. Se ne occuperà la Commissione europea, ha spiegato ieri Angela Merkel. Della flessibilità che serve all'Italia, cioè la possibilità di fare più deficit di quello previsto dai patti, l'Italia - nelle persone del premier Renzi e del ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan, parlerà a Maranello nella bilaterale italo-tedesca del 31 agosto. Ma lo stato dei conti pubblici italiani è al centro di tutte le questioni europee e ha condizionato il vertice di Ventotene. Per affrontare la legge di Stabilità senza imporre al Paese nuove tasse o tagli ai servizi, al premier serve di potere sforare il tetto del deficit per il 2017 oggi previsto all'1,8% del Pil, di mezzo punto percentuale. La ricetta è la stessa utilizzata nel 2016: un quarto di punto per gli investimenti e un quarto per eventi eccezionali, in questo caso la Brexit. Renzi al vertice di ieri ha cercato di fare passare una cornice favorevole alla richiesta italiana. Il cancelliere ha rinviato tutto alle procedure previste e quindi al giudizio della Commissione Ue. Ma senza chiudere del tutto.