Il fondatore alla Pericoli "Ci manca solo il Papa"

Lea Pericoli lo incontrò per il Giornale nel dicembre del 1981: lei icona dello sport e della moda, lui, Alain Bernardin, «abito blu e stivali da cowboy», padre padrone del Crazy Horse, il tempio della seduzione, nato in uno scantinato della borghese Avenue George V, a due passi dagli Champs Elysee. L'arte del nudo raccontata dai corpi statuari delle sue irresistibile ballerine spogliarelliste. Raccontava come si era messo in testa quell'idea meravigliosa: «Mi è venuta nel 1948. Avevo un ristorante alle Halles. Una buona clientela fatta di gente dello show business. Dopo cena tutti chiedevano un suggerimento per il fine serata in un locale alla moda. Nel dopoguerra Parigi era una specie di deserto con spettacoli mediocri». Tranne il Lido e Pigalle tutto il resto «erano trappole per turisti e le donne erano nude e immobili perchè un codice della Prefettura imponeva ai nudi di essere statici. Ma Napoleone sul codice aveva tralasciato di aggiungere che le donne non potevano ballare nude...». Così da questa dimenticanza di Bonaparte nacque il locale più strepitoso del mondo: «Mi costò molti sacrifici. Dovetti vendere il ristorante e la mia casa. Tutto insomma...». Aveva una sua filosofia: «Nella vita non conta quello che si fa ma come lo fai. »Amo le donne, tutto ciò che è raffinato e sensuale. Ho orrore della pornografia, detesto l'indecenza. Lo striptease è morto, noi rappresentiamo l'eccezione. Qui funziona perchè è perfetto».

Lo aveva chiamato Crazy Horse «perchè è il nome del capo indiano più famoso di tutti i tempi. Ero fanatico di western. In quei film c'era sempre il saloon e una bella ragazza». Ha ospitato i potenti della terra, l'aristocrazia e la ricchezza, il genio e la sregolatezza: «É più facile dire chi non è mai stato qui. Uno è De Gaulle, l'altro il Papa. Però ho avuto qui i nuipoti di Pio XII». Gli arabi invece «non vengono al Crazy. Qui possono solo guardare. Loro vorrebbero vedere e, dopo lo show, tutte in camera. Questo non è nel nostro stile». Diceva che la donna più bella che avesse mai visto fosse «la moglie di Man Ray, il surrealista: una signora di 86 anni di uno splendore senza confini».

Alain Bernardin sposò una delle sue girls, «Lova Moor», per tutte era una specie di Pigmalione. Conservava sui libretti di risparmio parte dei loro «cachet» che riconsegnava con gli interessi, quando lasciavano il locale: «Così quando uscirai di qui avrei un appartamento e un conto in banca». É scomparso il 15 settembre del 1994, a 78 anni, sparandosi un colpo alla testa nel suo ufficio.