Forza Italia, asse con Ncd sul Campidoglio

A Roma consiglieri azzurri e alfaniani pronti alle dimissioni di massa. E in caso di elezioni rispunta il nome di Marchini

RomaSe fosse un conduttore televisivo lo avrebbero già sospeso. Con simili indici di gradimento lo sponsor, di solito, ti caccia senza pietà. Non lavorerà in tv il sindaco Ignazio Marino, buon per lui, ma certo che l'addio al Campidoglio sembra inevitabile. Ogni giorno pare che l'ex chirurgo lavori con impegno per risollevare le sorti del centrodestra capitolino. Non è tutta colpa sua, ci mancherebbe, ma se si votasse domani non solo la destra avrebbe l'imbarazzo della scelta sul candidato, ma probabilmente passeggerebbe sui cocci di Ignazio. In questa ottica l'asse Ncd-Forza Italia si rinsalda e si prepara a far sciogliere naturalmente il Consiglio Comunale. Forza Italia si dice, infatti, pronta alle dimissioni di massa dei consiglieri. «Non ci sono più le condizioni per continuare. La prossima settimana il gruppo di FI darà al segretariato la disponibilità a firmare le dimissioni» ha annunciato il coordinatore romano Davide Bordoni. E a loro si sono accodati Roberto Cantiani e Lavinia Mennuni del Nuovo centrodestra che precisa: «Non cambierebbe granché perché entrerebbero i primi dei non eletti, ma è comunque un segnale». Ipotesi valutata come «estrema possibilità» anche dai grillini.

Ma prima del probabile sconquasso, la scelta tra Giorgia Meloni e Alfio Marchini, i due nomi più accreditati per la poltrona di sindaco di centrodestra, è diventata una questione di marketing. Giorgia, gli occhioni blu della Garbatella è molto popolare in città. Ma a conti fatti piace solo a destra. L'altro, il bell'Alfio, il «moderato» sembra mettere tutti d'accordo, anche centro e sinistra, tanto da ristabilire (almeno a Roma) quell'auspicabile asse politico tra Forza Italia e Ncd. Prima però quelli di Nuovo centrodestra dovranno sedere a un tavolo e mettersi d'accordo una buona volta. Soprattutto gli onorevoli Di Girolamo e Cicchitto. La prima, in un'intervista rilasciata a Il Tempo spiega le ragioni per cui bisognerebbe preferire una donna come la Meloni. E l'altro, neanche 24 ore dopo, tira la volata a Marchini.

Cicchitto prova a chiarire: «Dopo quello che è successo a Roma non sono più proponibili, per quello che ci riguarda, né il centrodestra tradizionale, tantomeno l'assetto tipico del centrosinistra. «Ma - continua - tra noi e Fratelli d'Italia guidati da Giorgia Meloni esistono seri problemi politici. Per questo non sono d'accordo con l'ipotesi avanzata oggi dal presidente De Girolamo». Nel frattempo su Marchini (che secondo fonti attendibili potrebbe persino optare per una candidatura con il centrosinistra) arriva la convergenza con Forza Italia. È il deputato Luca D'Alessandro a benedire. «È giunta l'ora di fare scelte ponderate, mettendo da parte emozioni, impulsi e partigianerie. Dopo la tragica esperienza dell'amministrazione Marino occorre cercare una personalità seria, moderata, equilibrata che restituisca lustro a questa città come Alfio Marchini».

Intanto, sempre a proposito di coalizioni, dopo una lunga gestazione ieri sono finalmente nati i gruppi di Area Popolare. Nunzia De Girolamo e Maurizio Sacconi hanno infatti inviato ai presidenti dei due rami del Parlamento la comunicazione della nascita di nuovi gruppi parlamentari che comprenderanno 35 deputati e 38 senatori di Ncd e Udc, nonché alcuni provenienti da Sc e da altre formazioni politiche.