Forza Italia alla riscossa Attesa per il leader a Ischia

Berlusconi sarà presente sabato alla convention La linea sulle liste: niente protagonismi, uniti

Sabato pomeriggio, a Ischia, Silvio Berlusconi vuole parlare a un partito unito e motivato. Bando alla narrazione di un dualismo tra azzurri del Nord, più favorevoli al Rosatellum 2.0 perchè filo-leghisti e azzurri del Sud, preoccupati che la nuova legge elettorale favorisca una «salvinizzazione» della coalizione. Il leader di Forza Italia è da sempre grande mediatore tra le diverse anime del partito e dell'alleanza, ma stavolta non vuol sentire storie. Ci tiene ad andare nell'isola verde anche per portare la sua solidarietà alle famiglie colpite dal terremoto di agosto, ma non vuole dare l'impressione di preferire l'ala meridionalista a quella del Settentrione. La convention azzurra, dall'eloquente titolo «Pronti a governare» è stata organizzata, infatti, da Mara Carfagna e dal coordinatore campano Domenico De Siano. E negli stessi giorni ci sarà a Milano la manifestazione di Fi per i referendum in Lombardia e Veneto, organizzata da Mariastella Gelmini con il governatore leghista Roberto Maroni, e a Mestre anche gli Stati generali azzurri del Veneto. Il messaggio del Cavaliere è chiaro: nessuna scelta, il partito è unico e i protagonismi devono rimanere fuori.

Così, alla conferenza stampa a Montecitorio di presentazione dell'incontro di Ischia, tutti smentiscono divisioni e malumori legati alle future liste elettorali. Il primo è il capogruppo alla Camera, Renato Brunetta, che definisce Fi «una forza nazionale, che si appresta a vincere le elezioni» e conferma «l'impegno per il Sud, a partire dal Sud».

L'altro capogruppo, il presidente dei senatori azzurri Paolo Romani, testimonierà con la sua stessa presenza nell'isola che gli attriti, se ci sono, sono superati. «Io da eletto al Nord - dice - ho risposto volentieri all'invito per questa manifestazione». Romani è anche, con il governatore ligure Giovanni Toti, un big del partito nel Settentrione, più aperto al dialogo con il Carroccio e dunque la sua partecipazione ha un doppio peso. Per di più, come nota l'ex sindaco di Lacco Ameno, il senatore azzurro Domenico De Siano, «non è mai stato a Ischia, il che non va a suo onore», ma ora potrà scoprire l'isola, la sua accoglienza e, soprattutto, dimostrare che l'appuntamento è «nazionale» e c'è unità in Fi.

La macchina organizzativa nell'isola gira a pieno ritmo. L'annuncio della presenza di Berlusconi fa da richiamo e alla convention è previsto il pienone. Ci saranno 8 tavoli tematici, 68 parlamentari, tanti sindaci, amministratori locali e giornalisti. «Il partito è vivo e radicato. È sbagliato alimentare contrapposizioni tra Nord e Sud - sottolinea decisa l'ex ministro Carfagna -, sia all'interno del Paese che del partito». L'altra azzurra campana, Nunzia De Girolamo, fa un paragone con i «sovranisti» Lega e Fdi. «Fi è l'unico partito nazionale della coalizione di centrodestra».

Berlusconi e il governatore della Lombardia Roberto Maroni si sarebbero visti proprio ieri. C'è l'idea di una conferenza pubblica comune la prossima settimana.

Quanto all'«onda referendaria», come la chiama Brunetta, c'è da augurarsi che riguardi anche il Meridione. «In Calabria l'hanno lanciata - dice-, in Campania la stanno preparando». L'idea è «uno Stato meno invadente a Nord e più efficiente Sud», ma nel quadro di solidarietà nazionale. Il voto del 22 ottobre «non ha niente a che fare con la Catalogna», dice Romani.

Commenti
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ilvillacastellano

Mer, 11/10/2017 - 09:45

"Forza Italia alla riscossa"? Di che? Quale che sia la riscossa è ormai troppo tardi. F.I. è un format ormai vuoto, di cui non si sente più la necessità non solo umana, che ha avuto tanta importanza in passato, ma addirittura politica. Lo si è svuotato nel periodo che va dal 2011 ad ancora oggi. Tanti anni di connivenza con la sinistra piddina e d'altro tipo che han bruciato un consenso enorme. Ed irrecuperabile anche con pubblici "mea culpa" del Berluska, tra l'altro poiché ormai inaffidabile.

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Ratiosemper

Mer, 11/10/2017 - 14:26

Mi fa sorridere soprattutto Romani che si lancia a disquisire di "autonomia" ma suggerisce implicitamente che tutto resti come prima: nel segno della "solidarietà nazionale". Quella "solidarietà" che de-responsabilizza e fa prosperare la vomitevole classe politica del Meridione, fatta da quelli che da un lato inveiscono contro il Nord (e la Lega) e, dall'altro, proprio dal Nord prelevano i soldi per soddisfare le loro clientele.