Francesca e il suo sogno: un camice bianco per aiutare i più deboli

Avevano lasciato casa per studiare e crearsi un futuro migliore. Ecco chi erano le giovani scomparse nella tragedia di Tarragona

«Appena arrivata a Barcellona, ha cucinato le lasagne al tocco come si fanno qui a Genova, per venti persone». E così, con quella sua passione per la cucina e quell'innata capacità di aggregare e di essere vulcanico centro di amicizie, aveva anche rotto il timore, l'ansia e le incertezze del gruppo di giovani che come lei lo scorso settembre aveva intrapreso quel viaggio studio lontano da casa.

Francesca Bonello, 23 anni, originaria di Genova, sorriso contagioso e cuore generoso, studiava medicina non solo per vocazione ma anche per l'istinto alla solidarietà e l'altruismo che l'aveva già portata in Africa e in Romania come volontaria. Dopo il diploma classico aveva intrapreso gli studi per indossare il camice bianco. «Non c'è un ricordo di lei in cui non sia sorridente» piangono gli amici.

«Ha lavorato tanto con i poveri. Era una persona solare e bella. La sua è stata una vita breve ma vissuta per gli altri». Con l'animo nobile e religioso di una ragazza che «viveva la fede», che si interpellava sulla vita» ha detto don Francesco Cavallini alla comunità di Genova che ieri si è stretta in un momento di preghiera. «Ovunque è andata si è sempre fatta amare».