La Francia fa retromarcia sui diritti

Il presidente socialista Hollande chiede una deroga sulle libertà. Presto in vigore un "Patriot act" contro la minaccia jihadista. Il Giornale propone due opinioni a confronto

Roma - «Senza pietà», ha detto ieri Francois Hollande per descrivere il tipo di «guerra» al terrorismo che la Francia intende fare, dopo gli ultimi attentati. Che cosa intendesse si capisce meglio alla luce dell'avvertimento inviato al Consiglio d'Europa: lo stato di emergenza dichiarato dopo il 13 novembre potrebbe comportare una deroga a «certi diritti» garantiti dalla Convenzione europea. Si profila, insomma, un Patriot Act alla francese.Si è detto che la Francia è nel mirino dei fanatici del Jihad anche perché patria dei diritti dell'uomo, ma ora il socialista Hollande segue le orme del conservatore Bush e annuncia che per combattere l'Isis dovrà rinunciare al rispetto di alcuni.

Già un anno fa, dopo la strage di Charlie Hebdo, molti francesi invocarono leggi speciali, sul modello del Patriot Act varato negli Usa dopo l'11 settembre per ampliare, tra l'altro, la possibilità di intercettazioni e permettere l'arresto senza una specifica accusa.In effetti, la deroga è prevista dall'articolo 15 della Convenzione, di fronte a pericoli pubblici che minacciano la vita della nazione. I precedenti sono pochi e la sospensione esclude alcuni dei 18 articoli: il 2, sul diritto alla vita; il 3 che proibisce tortura, pene e trattamenti disumani o degradanti; il paragrafo 1 del 4, che impedisce ogni forma di schiavitù; il 7, che fissa il principio: nessuna pena senza la legge.Potrebbero essere violati, ad esempio, il diritto alla libertà e alla sicurezza (art.5), quello al rispetto della vita privata e familiare (8), alla libertà di pensiero, di coscienza e di religione (9), di espressione (10), di riunione e associazione (11), di restrizioni all'attività politica degli stranieri (16), il divieto dell'abuso di diritto (17).

Per ora, la Convenzione europea continua ad essere applicata e se il governo Hollande vorrà usare il diritto di deroga, la Corte europea dovrà pronunciarsi sulla legittimità della domanda. In caso di stato di urgenza uno Stato può essere autorizzato «nella stretta misura in cui la situazione lo richieda e a condizione che tali misure non siano in contraddizione con gli altri obblighi derivanti dal diritto internazionale».

Due opinioni a confronto

- Davanti ai barbari senza legge di libertà si può anche morire / Renato Farina

- No, è un punto di non ritorno. Così vince lo Stato islamico / Vittorio Macioce

Commenti

VittorioMar

Sab, 28/11/2015 - 09:51

...in momenti storici speciali ..LEGGI SPECIALI..

Ritratto di stenos

stenos

Sab, 28/11/2015 - 10:37

Se sei onesto in una democrazia non devi aver paura di leggi speciali.

linoalo1

Sab, 28/11/2015 - 10:45

Macchè Leggi Speciali e Leggi Speciali!!!L'unica soluzione,per abbasare la pressione,sono le Dimissioni Motivate Pubblicamente di Hollande!!!!

Ritratto di MetalMusic666

Anonimo (non verificato)

Ritratto di Rames

Rames

Sab, 28/11/2015 - 12:06

L'Europa deve diventare come un parco nazionale protetto,una riserva marina e montana.Credo che è l'inizio di qualcosa di concreto.Almeno vedo che i tempi di dormiveglia sono finiti.

Un idealista

Sab, 28/11/2015 - 12:21

Certo! Le limitazioni della libertà non piacciono. Ci sono alternative? Se ci troveremo in uno Stato in cui certi principi del buon vivere civile saranno stati messi da parte potremo dire: "Grazie Isis, grazie Islam."

Maver

Sab, 28/11/2015 - 15:41

Possibile che a tutto si pensi men che a focalizzare il problema sul modello multiculturale e multietnico, che ha dimostrato di essere un errore ideologico. Sono gli autoctoni europei e non i nuovi arrivati che ora devono valutare, sul piatto della bilancia, se il prezzo da pagare per la propria "generosa apertura" (un eufemismo visto che non siamo mai stati interpellati), li ha resi cittadini più felici o meno.

Ritratto di Winkelried

Winkelried

Sab, 28/11/2015 - 20:00

A mali estremi estremi rimedi.