Frasi anti-stanieri, condannato Wilders

In un comizio la sfida del leader populista: «Meno marocchini? Ce ne occuperemo»

Francesco De Remigis

Il paradosso è evidente: lo accusano di intolleranza, ma vorrebbero impedirgli di parlare. Forse perché il controverso leader della destra olandese Geert Wilders è in testa nei sondaggi per le elezioni del 15 marzo. O forse perché euroscettico e dichiaratamente anti-islam. Fatto sta che il deputato del Partito della Libertà (Pvv) è stato condannato per incitamento alla discriminazione da un tribunale di Schipol che però non gli ha inflitto alcuna pena. È solo l'ultimo processo a carico di Wilders, che nel 2011 fu assolto dall'accusa di istigazione all'odio razziale per il documentario «Fitna», in cui chiedeva la messa al bando del Corano. L'ultimo processo è partito dopo oltre 6mila denunce di musulmani residenti in Olanda per un comizio tenuto all'Aja nel 2014 dopo le elezioni amministrative, in cui domandò al pubblico se volesse «meno marocchini in Olanda». Risposta scontata «Di meno!» e via alla sequela di esposti dopo la sua promessa: «Ce ne occuperemo».

Il presidente del tribunale di Schiphol, Hendrik Steenhuis, parla di dichiarazioni «avvilenti e offensive» espresse nei confronti dei marocchini residenti. Ma Wilders non fa altro che spulciare i dossier del ministero dell'Interno: sei detenuti su dieci sono immigrati, ricorda, e di tutti i carcerati, più del 10% sono di origine marocchina. Sette musulmani olandesi su dieci credono che i precetti religiosi siano più importanti delle leggi laiciste olandesi. E più di un musulmano su dieci ritiene accettabile l'uso della violenza in nome dell'islam. «La libertà di espressione può essere limitata», ha spiegato Steenhuis «per esempio per proteggere i diritti e le libertà degli altri, come in questo caso».

Il 53enne leader dell'estrema destra in un tweet parla di «follia» giudiziaria. «Se parlarne è un reato, allora l'Olanda non è più un paese libero, ma una dittatura», commenta annunciando il ricorso contro un processo definito «politico». Certamente la decisione avrà ripercussioni sulla campagna elettorale. Nel 2009, a 9 giorni dalle elezioni, in Olanda fu ucciso Pim Fortuyn, che fece scrivere sulla tomba Loquendi libertatem custodiamus («custodiamo la libertà di parola»). «Non sarò mai messo a tacere», ha detto Wilders, denunciando il tentativo di «neutralizzare il leader del partito d'opposizione più grande e popolare d'Olanda». Erede, con le dovute differenze, proprio di Fortuyn e delle sue idee.