Fuga finita: ritrovato il bebè rapito

Fermato in Spagna l'impiegato torinese scappato col figlio appena nato. Tradito dall'ultima telefonata

TorinoSono le 9.30 quando il telefono squilla e sul display compare il nome «Enzo». Un barlume di speranza si accende nel cuore di una mamma che da quasi 4 giorni vive con l'angoscia di non sapere più nulla del suo bebè. Dall'altra parte c'è il marito che lo ha «rapito», senza una spiegazione. «Io e Matteo stiamo bene. Io non so ancora cosa farò della mia vita, ma riavrai tuo figlio sano e salvo», dice prima di interrompere la comunicazione. Ed è grazie a quella telefonata che tre ore e mezzo più tardi Enzo Costanza, il papà di Orbassano ricercato dalla polizia di mezza Europa, viene finalmente individuato in un supermercato della catena Lidl ad Albacete, piccola città appena sotto Valencia, in Spagna. Finisce qui la pazza fuga. Il bambino è con lui, sta dormendo tranquillamente nel suo ovetto verde accanto a un peluche. Sta bene e lo confermano anche i medici che poco dopo lo visitano. Costanza invece viene portato in commissariato: non oppone resistenza. È confuso, turbato. Intanto, la madre del piccolo sale sul primo volo diretto a Madrid e poi fino ad Albacete, dove in lacrime riabbraccia il suo bambino. In serata dirà: «Perdono mio marito per quello che ha fatto: è un buon padre e ha trattato bene nostro figlio». Lui, interrogato con interprete e avvocato d'ufficio, ha rassicurato: «Mi sono preso cura del bambino. L'ho trattato bene. Volevo andare a Santiago di Compostela».

A Torino, Costanza risulta indagato per sottrazione di minore, per ora in Spagna risulta in stato di fermo. A tradirlo non è stata solo la telefonata, ma anche i pagamenti con la carta di credito. Così in questi quattro giorni i carabinieri del comando provinciale di Torino, insieme ai colleghi dello Scip, lo hanno seguito per duemila chilometri. Durante la sua fuga l'uomo ha lasciato molte tracce. Si è allontanato martedì alle 13.30 dal centro commerciale di Pasta di Rivalta, non molto distante dalla sua abitazione. Quando la moglie è uscita dal supermercato, non l'ha più trovato. Un'ora e dieci minuti più tardi, padre e figlio si trovavano già al confine tra Francia e Italia. Le telecamere lo riprendono mentre attraversa il confine francese lungo il traforo del Frejus. Non solo. A quell'ora, dopo aver respinto alcune telefonate della moglie, risponde invece a una chiamata di un parente, ma aggancia frettolosamente dicendo di avere da fare. La sera di martedì, l'uomo si ferma a dormire all'hotel Ibis Caluire, vicino a Lione, e la mattina dopo un genovese, in città per lavoro, lo incontra in ascensore. Lo riconosce poco dopo, dalla foto diffusa sui giornali. La conferma che il padre si trova a Lione arriva anche dalla traccia telematica della carta di credito: qui l'uomo effettua un pagamento da 226 euro in hotel. Il successivo acquisto lo fa al Carrefour di Caluire, in Francia, e spende 23,84 euro. Altri acquisti li fa in farmacia, dove compra pannolini e latte. Ancora compere in un Leclerc a Beymost. Poi rifornimento di benzina alla stazione Total a Villefranche. In serata è a Figures, dove paga di nuovo con carta di credito 60 euro all'Hotel Rambla. Il suo viaggio prosegue giovedì. La traccia elettronica lo colloca alla Es di Chiva, dove fa il pieno all'auto. Arriva a Ciudad Reale, dove preleva 200 euro da un bancomat. Riparte da qui ieri mattina, alle 7.45, e fa nuovamente benzina. Poi la telefonata che permette di localizzarlo. Alle 9.30 chiama la moglie per tranquillizzarla. E si rimette in marcia. Ma invece di proseguire verso ovest, torna indietro ad Albacete, vicino Valencia, dove fa acquisti in un centro commerciale. Ed è qui che la polizia spagnola lo trova. Ultimamente era diventato molto religioso, ha detto che voleva raggiungere Santiago di Compostela.