Il futuro di Renzi nelle mani dei 'traditori'

Il voto a febbraio si allontana e il futuro della legislatura (e di Matteo Renzi) ricade su chi controlla realmente i gruppi parlamentari del Pd, ossia il ministro della Cultura Dario Franceschini

Chi di tradimento ferisce, di tradimento perisce. Matteo Renzi, a quasi tre anni di distanza da quel famoso #Enricostaisereno, rischia di non riuscire a realizzare il percorso politico che ha in mente per restare a galla. Il premier dimissionario oscilla tra la volontà di prendersi una pausa e il desiderio di capitalizzare il “tesoretto” del 40% dei “sì” andando subito al voto.

Il ragionamento del “giglio magico” è stato molto ben sintetizzato dal tweet del fedelissimo Luca Lotti. “Tutto è iniziato col 40% nel 2012. Abbiamo vinto col 40% nel 2014. Ripartiamo dal 40% di ieri!”, ha twittato ieri il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio. Tornare alle urne, però, non è così semplice come può sembrare. Certo, i Cinquestelle e il centrodestra reclamano il voto ma le acque agitate dentro la maggioranza indicano prudenza. Oggi l’Udc di Lorenzo Cesa è uscita dal gruppo parlamentare alfaniano di Area Popolare perché contraria al ritorno immediato al voto.

La minoranza Pd contraria al ritorno alle urne

Ma è dentro il Pd che si annidano le difficoltà principali con la minoranza dem, composta da circa 60/70 parlamentari, si è già detta contraria alle elezioni anticipate. "Non si può vincere sulle macerie del Paese. E allo stesso modo non si può neanche perdere sulle macerie del Paese. Perché è lì che stiamo andando...", ha detto Pierluigi Bersani conversando in transatlantico con i giornalisti. Grazie al Pd scopriamo così che in politica non serve una maggioranza solo per andare al governo ma anche per andare alle elezioni. Renzi, infatti, dopo aver perso il referendum 60 a 40, deve convincere i parlamentari del Pd che a febbraio può portare il suo partito alla vittoria alle Politiche. Impresa alquanto ardua dato che il premier non controlla i suoi gruppi parlamentari e che, secondo fonti del giornale.it, quasi nessun deputato sarebbe pronto a seguirlo su questa strada. “Chi ci garantisce che verremo rieletti?”, ci dice un deputato della minoranza che aggiunge: “tra un anno non sarà più lui a decidere le liste”.

Chi controlla davvero i parlamentari Pd

I parlamentari del Pd sono 301 alla Camera e 113 al Senato e, ovviamente, è impensabile che Renzi riesca a convincerli tutti a lasciare la poltrona. Di questi 400 e passa parlamentari solo 50-70 sono fedelissimi renziani della prima ora, mentre la corrente più numerosa è quella del ministro della Cultura, Dario Franceschini, che controlla tra gli 80 e i 100 democrat. I capigruppo di Camera e Senato, Ettore Rosato e Luigi Zanda, provengono proprio dalla corrente franceschiniana di Area dem e se il Pd ha sostanzialmente retto in questi 1000 giorni di governo Renzi è anche grazie al loro operato. Renzi, l’accoltellatore di Enrico Letta, deve, infatti, la tenuta del suo partito al tradimento di due traditori di professione: Dario Franceschini e Matteo Orfini, la cui corrente, quella dei Giovani Turchi, conta circa 40 deputati. Il primo che nel lontano 2009 si presentò come il candidato veltroniano alle primarie del Pd contro Bersani e, poco dopo essere stato sconfitto si allineò quasi subito alle posizioni del suo sfidante ottenendo in cambio la nomina di capogruppo alla Camera. Franceschini restò fedele a Bersani fino alle primarie del 2013 quando decise di appoggiare proprio Renzi, mentre Orfini ‘tradì’ l’ex segretario qualche mese dopo quelle votazioni interne al Pd. Tradimento che si consuma nel giugno del 2014 quando Orfini diventa presidente del Pd dopo le dimissioni di Gianni Cuperlo.

Le prossime mosse di Renzi

Mille giorni di governo cambiano tante cose ma “chi tradisce una volta, tradirà sempre”, dice un vecchio adagio che dovrebbe mettere in allerta il segretario-premier in vista della direzione di domani. Renzi ha la necessità di tenere uniti i gruppi parlamentari dem in attesa del 24 gennaio prossimo, quando la Consulta si esprimerà sulla legge elettorale. Una data che porta ad escludere l’ipotesi di elezioni a febbraio e che costringe, Renzi, in qualità di segretario del Pd, a lottare per imporre un suo successore che abbia scarse ambizioni politiche come il tecnico Giancarlo Padoan l’ortodosso renziano Paolo Gentiloni o il presidente del Senato Pietro Grasso. Tale operazione, però, si potrebbe scontrare con le ambizioni di Franceschini che oggi ha dichiarato che “serve un governo, per gestire in modo ordinato la nuova legge elettorale. Non possiamo andare in questo modo a elezioni anticipate”. Un avvertimento dato da chi, già da tempo, è pronto a scendere dal carro del vincitore per prenderne il posto.

Commenti

Duka

Mer, 07/12/2016 - 13:43

TUTTE BALLE IL GIOCO VERO E' RAPPRESENTATO DALLA PIU' SCHIFOSA DELLE TRUFFE DI PALAZZO : IL VITALIZIO- Già, fino alla data di copertura NON SI ANDRA' A VOTARE. Rendiamoci conto d'essere ostaggi di un folto manipolo di imbroglioni e truffatori. In questo parlamento c'è gente che ha trascorso tutta la vita in poltrona al soldo degli italiani. Chi conosce l'andazzo sa bene chi sono.

hectorre

Mer, 07/12/2016 - 14:00

parassiti che infestano il popolo italiano....mi chiedo come sia possibile votare simili individui....l'unica risposta plausibile sta nella tara mentale che infetta le menti sinistre, impossibile un'altra spiegazione

mifra77

Mer, 07/12/2016 - 14:02

mille giorni disastrosi che hanno contribuito a rendere drammatica la sopravvivenza di un paese allo sbando e sempre più in miseria.Ha reso il paese un paradiso per clandestini di ogni genere ed ha ignorato la frustrazione di chi non vede futuro. Il tutto condito da sceneggiate, televendite, telepreseperifondelli ed arroganza che ha fatto decidere gli elettori a schiaffeggiarlo al fine di impacchettarlo e spedirlo fuori dalle balle. Gli Italiani lo hanno cacciato? e se ne vada!

Ritratto di Blent

Blent

Mer, 07/12/2016 - 14:06

che schifo . vogliono la guerra civile

Ritratto di Coralie

Coralie

Mer, 07/12/2016 - 14:13

Franceschini chi? L'imboscato parassita pr antonomasia? No grazie. Da Renzi a Franceschini, sarebbe come passare dalla padella alla brace!

Libero1

Mer, 07/12/2016 - 15:06

Ma il bullo e la bella addomentata nei boschi non avevano promesso agli italiani che se vinceva il NO se ne sarebbero andati fuori dalle ..... degli italiani per sempre.

Ritratto di Maximilien1791

Maximilien1791

Mer, 07/12/2016 - 15:13

Duka ha ragione i parlamentari puntano solo al VITALIZIO , che vergogna !

Pensobene

Mer, 07/12/2016 - 15:36

Propongo Napolitano come prossimo premier: uomo di eccelse virtù, con una ineguagliabile esperienza politica, esente da fregole elettoralistiche, essendo già senatore a vita, ha grandi capacità ed è dotato di straordinarie doti umane e culturali. Dopo due anni di suo premierato gli italiani sarebbero in condizioni di affrontare qualsiasi sfida e difficoltà con il sorriso sulle labbra.

Tarantasio

Mer, 07/12/2016 - 16:11

"Non si può vincere sulle macerie del Paese. E allo stesso modo non si può neanche perdere sulle macerie del Paese." chi ha capito lo spieghi, grazie

Iacobellig

Mer, 07/12/2016 - 18:11

IL 40% NON GLI APPARTIENE PERCHÈ FORMATO DA MOLTI FUORI USCITI DI VARI SCHIERAMENTI. IL BUFFONE POTREBBE CONTARE AL MASSIMO DU UN 12% DI SOLI COMUNISTI AMICI E NON DEL 12% DEGLI ITALIANI. QUINDI UNA MISERIA. PROVI S PRESENTARSI E POI VEDRÀ

cianciano

Mer, 07/12/2016 - 18:39

Questo italia sarà sempre così(ingovernabile) fino ad una guerra civile......tre quarti dei politici pensano solo alla cadrega, allo stipendio, al proprio tornaconto, al proprio prestigio e non al paese...