Gatto cucine cambia look. E non solo...

Swarovski, teconologia e design. L'azienda presenta il nuovo assetto societario

Gatto Cucine ha presentato tra i padiglioni del Salone del Mobile di Milano, il nuovo assetto societario. La quota di maggioranza dello storico marchio di Camerano è stato acquisito, nel marzo 2016, dalla famiglia Calvi che, abbinandolo al brand Patriarca dallo stesso detenuto, dà avvio a una nuova avventura imprenditoriale. Un'operazione da 2 milioni di euro che salva però circa 120 posti di lavoro nelle Marche. Il risultato sarà una realtà imprenditoriale che guarda all'estero e che in Italia vuole ritagliarsi un posto di primo piano nell'ambito delle aziende del mobile con linee coordinate che partono dalla cucina ma che hanno in catalogo anche mobili dedicati ad altre zone della casa. L'ingresso della famiglia Calvi comporta un aumento di capitale e un ambizioso progetto di rilancio della società marchigiana. Nel ultimi anni infatti Gatto Cucine aveva subito diverse trasformazioni, a seguito della crisi. «Questa operazione realizza una sinergia con cui punteremo a inserirci in nuove branche di mercato, pur mantenendo i nostri prodotti a un livello qualitativo alto - spiega Antonio Calvi che ha realizzato l'operazione -, nutriamo grande fiducia per il nostro futuro. I marchi Patriarca e Gatto Cucine rientrano inoltre in una pianificazione più allargata: saranno parte di una holding, di imminente costituzione, che mirerà a rafforzare la loro immagine e presenza nel settore dell'arredamento delle cucine di lusso su scala mondiale». La famiglia Calvi è affiancata, per l'ottimizzazione della propria struttura finanziaria dell'operazione, da Capizzi & Partners di Vincenzo Capizzi (Università del Piemonte Orientale e SDA Bocconi) specializzata nella consulenza finanziaria alle imprese. «La nuova proprietà ha grande esperienza sul fronte delle cucine, soprattutto in termini di forza commerciale spiega Vincenzo Capizzi -. Quello che sto cercando di fare con la mia divisione è abbinare a questa capacità un supporto coerente nel campo dell'amministrazione e della finanza. Una volta razionalizzata la struttura proprietaria, l'organizzazione e la finanza si metterà a punto un business plan che costituirà la base che porterà l'azienda, nel giro di un triennio, a raggiungere un fatturato di 50 milioni di euro, costituito per il 40% da esportazioni su mercati esteri». Un obiettivo ambizioso tanto che per il lancio della nuova società sono previsti investimenti importanti, nell'ordine di alcuni milioni di euro, nei prossimi 5 anni.

MCam