Gb, gas nervino contro la spia Ma Mosca continua a negare

Identificata la sostanza usata per avvelenare Skripal Anche un poliziotto che lo ha soccorso è in fin di vita

Sarebbe stato un gas nervino, forse del tipo Sarin, la sostanza misteriosa usata per avvelenare Sergei Skripal e sua figlia Yulia. Lo hanno rivelato al quotidiano Guardian fonti delle indagini in corso sul tentato assassinio dell'ex spia russa che vive in Inghilterra dal 2010 dopo uno scambio concordato con Mosca. L'uso di una sostanza di questo tipo sembra avvalorare il coinvolgimento dei servizi segreti russi, nonostante le smentite del Cremlino che continua ad accusare il governo di Londra di una strumentale manovra antirussa. Ma alcuni dettagli dell'azione sembrano contraddire quella che in un primo momento era apparsa un'evidenza, spingendo il ministro degli Esteri Boris Johnson a un paragone diretto con il caso Litvinenko e a minacciare Mosca di «adeguate reazioni».

Skripal e la figlia rimangono ricoverati in condizioni molto serie, così come il primo agente intervenuto sulla scena del delitto, che è in corso di decontaminazione su un'area più vasta di quella delimitata in un primo momento. La polizia inglese ha lanciato un appello a possibili altri testimoni dell'avvelenamento di perché si facciano avanti. «Abbiamo bisogno di recuperare i pezzi mancanti per arrivare alla verità - spiegano al comando dell'antiterrorismo - ogni dettaglio in più può fare la differenza». Le indagini sul tentato assassinio della ex spia russa, avvenuto domenica pomeriggio nel centro della cittadina di Salisbury, proseguono a ritmo serrato, ma nonostante questa brutta vicenda stia riaccendendo una virulenta polemica tra il Regno Unito e la Russia, sospettata di aver ordinato un omicidio di Stato in territorio britannico, da Londra sottolineano di non avere intenzione di cedere alla tentazione di correre a conclusioni preconcette.

Ieri è stato convocato il «Comitato Cobra», che con modalità di eccezionale urgenza riunisce i principali ministri britannici quando sia necessario affrontare questioni di sicurezza nazionale. E mentre i laburisti chiedono di riaprire 14 casi di omicidi misteriosi che coinvolgerebbero la Russia. Il ministro degli Interni Amber Rudd, che ha presieduto la riunione, ha detto che «abbiamo bisogno di mantenere la mente fredda» e ha assicurato che l'inchiesta «risponderà alle prove e non ai rumors».

In effetti, alcuni dettagli di questo teatrale tentato omicidio eccellente sembrano poco compatibili con una classica azione dello spionaggio russo, quale era stato invece il fatale avvelenamento con il polonio radioattivo di Alexander Litvinenko nel novembre 2006. Mentre in quell'occasione si era trattato dell'omicidio di un noto oppositore di Vladimir Putin che aveva rivolto all'Fsb (il servizio segreto successore del Kgb sovietico del quale lo stesso Litvinenko era stato membro) accuse gravissime di corruzione e di assassinii illegali in serie, stavolta l'oggetto dell'attacco è una figura minore, che oltre tutto era stato parte di uno scambio di spie con Londra e Washington. Uccidere un personaggio simile, insieme con la figlia innocente, contravverrebbe a un codice di comportamento condiviso nel mondo dello spionaggio, e farebbe venir meno per il futuro la convenienza a compiere simili atti reciprocamente vantaggiosi.

È chiaro, come hanno osservato analisti inglesi, che Putin potrebbe anche aver voluto lanciare con l'omicidio di un pesce piccolo come Skripal un messaggio di altra natura: non importa quanto poco contiate e dove vi nascondiate, noi vi verremo a prendere lo stesso. È noto che il presidente russo, che ha un passato nel Kgb mai rinnegato ma anzi sempre esaltato come «servizio patriottico», ha più volte pubblicamente dichiarato che le spie passate al nemico sono «traditori che meritano di morire».

Chi altro allora potrebbe aver voluto la morte di Sergei Skripal? Il Times ipotizza il coinvolgimento di «quel mondo crepuscolare che collega il grande business illegale russo con lo spionaggio di Stato» e cita la dichiarazione di un analista dell'intelligence: «Questa storia puzza molto di oligarchi». Skripal, insomma, avrebbe potuto trovarsi non solo nel mirino del Fsb, come aveva più volte detto di temere, ma anche di molti altri soggetti assai poco raccomandabili.