Gender in aula, il ministero: "La scuola non si arroghi le prerogative delle famiglie"

Il sottosegretario Toccafondi interviene sul caso della scuola di Piacenza sollevato dal Giornale.it: "Ingiusto proporre una visione ideologica della realtà"

"La scuola non deve scavalcare il ruolo dei genitori in ambito educativo". A dirlo è il sottosegretario all'Istruzione Gabriele Toccafondi, dell'Ncd, che commenta il caso della scuola media di Piacenza dove una famiglia si è vista negare l'esonero del proprio figlio dal corso di "educazione alla sessualità e all'affettività" promosso dalla regione Emilia-Romagna.

Intervenendo sul caso sollevato dal Giornale, il sottosegretario ha puntualizzato come "non sia che in certe scuole il ruolo educativo dei genitori venga costantemente scavalcato. Rispettiamo l'autonomia scolastica delle superiori e il ruolo degli enti locali su scuole medie ed elementari ma tutti devono rispettare la Costituzione".

"Un conto è combattere, giustamente, ogni forma di discriminazione - osserva Toccafondi - .Ben altra cosa è proporre una visione ideologica della realtà. La nostra Costituzione sancisce chiaramente che i primi responsabili dell'educazione dei figli sono i genitori. Per questo, ogni tipo di materiale e progetto educativo su temi sensibili che entra nelle scuole deve essere assolutamente visto e verificato dalle famiglie, ed è quindi inaccettabile che le scuole non le coinvolgano su argomenti così delicati. Su Unar, ufficio nazionale contro le discriminazioni razziali, al quale rimandano le varie associazioni che svolgono questi corsi nelle scuole, è venuto il momento che sia la Presidenza del Consiglio a chiarire quale sia il suo ruolo e la sua funzione, visto che Unar è un ufficio amministrativo che fa capo al dipartimento pari opportunità della Presidenza del Consiglio".

Inoltre, diversi siti locali tra cui Piacenza Sera riportano la notizia di un'interrogazione in consiglio comunale presentata dal leghista Massimo Polledri, in cui si invita l'amministrazione cittadina a "ribellarsi a questa follia": "Quando le idee vogliono riprogrammare e condizionare l’identità e la natura profonda dell’uomo, inizia il periodo dell’ideologia e si assiste al sonno della ragione", ha chiosato l'esponente del Carroccio.

Commenti

ORCHIDEABLU

Lun, 23/03/2015 - 13:53

ERA ORA CHE SI SCRIVESSE LA VERITA' SULLE SCUOLE,NESSUN INSEGNANTE DEVE ARROGARSI IL DIRITTO DI DECIDERE PER O AL POSTO DEI GENITORI,GLI ADULTI NON HANNO BISOGNO DI SOSTEGNO SCOLASTICO.LA LIBERTA' DI EDUCARE I PROPRI FIGLI E' DI ESCLUSIVO DIRITTO DEI GENITORI,GLI/LE INSEGNANTI SONO SOLTANTO DIPENDENTI DELLO STATO AL SERVIZIO DEI CITTADINI.

Luci60

Lun, 23/03/2015 - 14:01

insegnare materie tradizionali e' molto difficile visto la preparazione dei docenti,meglio parlare di sesso strano,su questo i sinistronzi (quasi tutti i docenti lo sono) sono preparatissimi

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Alberto86

Lun, 23/03/2015 - 14:20

Finalmente qualcuno si è fatto sentire (anche se timidamente). Mi sarei aspettato che questo schifo di educazione "gender" avrebbe comportato una dura reazione di condanna da parte del cosiddetto "centro-destra". Invece il nulla assoluto (solo la vera destra si occupa del problema). Spero che almeno Il Giornale continui ad insistere su questo argomento, affinchè si arrivi a bloccare questo schifo sul nascere e vengano presi provvedimenti contro quelle pseudo insegnanti che impartiscono queste lezioncine pedofilo-femministe.

Ritratto di 02121940

02121940

Lun, 23/03/2015 - 14:30

Chi parla è il Ministero dell' “Istruzione” o quello della "cattiva educazione"? Le parole sono giuste, ma collidono con i fatti e con le allucinanti direttive impartite della regione più rossa che ci sia, ma dove nelle ultime elezioni i votanti sono stati meno del 38% degli iscritti nelle liste. Il governo centrale non prevede programmi di insegnamento a cui tutti debbano attenersi, cominciando dagli insegnanti? O forse nel paese in cui ognuno fa i caxxi suoi tale “metodo” è liberamente applicabile addirittura nelle aule scolastiche, uno dei luoghi in cui in cui invece dovrebbe esserci un controllo ferreo a tutela dei diritti dei minori ed a garanzia per i genitori? Mi domando, infine, quale logica ci sia nell’intervento dell’organo regionale in una materia che dovrebbe essere di stretta competenza del governo centrale, proprio per tendere ad una parità nella qualità e nel contenuto degli insegnamenti impartiti.

GianniGianni

Lun, 23/03/2015 - 15:10

L'articolo non spiega cos'è il gender

Luis53

Lun, 23/03/2015 - 16:01

GIANNI GIANNI sai cos'é il gender una grossa CRETINATA

ArturoForzaNuov...

Lun, 23/03/2015 - 16:05

La teoria del gender sostiene che l’identificarsi come uomini o donne (ovvero l’auto-percezione del proprio “genere”1) non dipenda in alcun modo dai caratteri biologici che determinano un corpo femminile o un corpo maschile. Si nasce maschio o femmina per questioni genetiche, secondo questa teoria, ma si diventerebbe uomo o donna (o nessuno dei due) in base a fattori esclusivamente culturali. Far vestire le bambine da maschi e i maschi da femmine, permettere ed incentivare che i bambini tocchino i genitali dei compagni, non ha nulla di educativo ma è, al contrario, profondamente perverso e demoniaco.

vince50

Lun, 23/03/2015 - 16:43

Non credo affatto che questo schifo passa essere definito insegnamento,ma piuttosto frutto di menti malate e perverse cioè comunisti a prescindere.