La Germania ora è hacker: viola i social con una legge

Berlino - «Il monitoraggio dei mezzi convenzionali di telecomunicazione ha raggiunto un limite», per cui misure più moderne sono indispensabili. Con queste parole Elisabeth Winkelmeier-Becker, responsabile della Cdu per la protezione dei consumatori, ha giustificato l'approvazione da parte del Bundestag di una nuova legge che non mancherà di far discutere: la Germania, in sostanza, si fa hacker. Lo stato tedesco si è appena dotato di una legge in tema di sicurezza che consentirà alle istituzioni di violare i sistemi di messaggistica i più usati, come WhatsApp, Telegram e Skype. Winkelmeier-Becker ha parlato di una scelta quasi obbligata «da quando i terroristi usano i messaggi criptati per le loro attività e il telefono solo per ordinare la pizza». Le nuove norme permetteranno dunque agli inquirenti di introdurre nei pc o negli smartphone dei sospetti terroristi dei cosiddetti «cavalli di troia», software pensati per violare i sistemi di messaggistica e carpirne le informazioni all'insaputa degli utenti. La misura volute dal governo di Berlino conferma la grande attenzione della Germania per i reati legati al mondo delle telecomunicazioni.

Quello di Merkel è stato il primo esecutivo di un grande paese occidentale ad andare in pressing già alcuni mesi fa sui dirigenti di Facebook e Twitter. Il ministro della Giustizia Heiko Maas ha più volte accusato i dirigenti dei social media di tollerare con grave nonchalance la diffusione sulle proprie piattaforme di notizie false e di messaggi razzisti, causa, in più occasioni, di destabilizzazione politica e di reati a sfondo razziale. La scure del governo cade questa volta sui servizi di messaggistica che, offrendo massima riservatezza ai propri utenti, si sarebbero trasformati in strumento di propagazione del terrore. «Non ha alcun senso che i pubblici ministeri possano utilizzare metodi investigativi che non impattano il comportamento dei criminali», ha aggiunto Winkelmeier-Becker. «È per questo che abbiamo bisogno di nuovi poteri». Le nuove misure fanno il paio anche con il recente rafforzamento disposto dal Parlamento dell'utilizzo delle telecamere nei luoghi pubblici. Memori dell'esperienza della Gestapo prima e della Stasi poi, i tedeschi erano in Europa i campioni della privacy a tutti i costi. Davanti alla minaccia del terrore, i concittadini di Angela Merkel sembrano invece disposti ad accettare un maggior controllo sulle proprie vite.

Commenti
Ritratto di Zvallid

Zvallid

Ven, 23/06/2017 - 08:54

Dato che non sono capaci di bloccarli limitano la libertà a tutti. ovviamente di rispedirli al loro paese non se ne parla. Da notare che il problema della Merkel è "la diffusione di notizie false e di messaggi razzisti, causa, in più occasioni, di destabilizzazione politica e di reati a sfondo razziale." Insomma parlare male degli africani è reato

frabelli1

Ven, 23/06/2017 - 09:55

Gestapo? Stasi? Questo è nazzismo. Spiare la privacy dei cittadini non indagati o sospettati è un atto destabilizzante.

ILpiciul

Ven, 23/06/2017 - 11:46

Chi rinuncia alla LIBERTA' per la sicurezza non merita ne LIBERTA' ne sicurezza. Irregimentazione in atto. Coi tetesky è un gioco da ragazzi ma sarà da ridere quando se ne accorgeranno i latini e/o ispanici.

agosvac

Ven, 23/06/2017 - 14:44

I crucchi non sono nuovi a queste limitazioni della libertà, il primo a farlo fu hitler, oggi lo fa la merkel, tra i due c'è poca differenza.

Ritratto di LadyCassandra

LadyCassandra

Sab, 24/06/2017 - 00:13

L'UE ha radici nel nazismo, guardate su youtube il video intitolato "The nazi-fascist origin of the EU superstate"