La Germania tra paura e pacifismo

Berlino aumenta le misure di sicurezza ma non si discosta da una linea tradizionalmente pacifista.È la Germania del dopo-Parigi: scioccata dal sangue versato nella Ville Lumière e spaventata all'idea che il contagio jihadista possa passare il confine. La giornata di martedì ha dimostrato ai tedeschi che, anche senza banlieue, il rischio c'è: nel corso della mattina sette persone sono state fermate dagli agenti ad Aachen, l'antica e bellissima Aquisgrana romana e carolingia, al confine con il Belgio e i Paesi Bassi.Uno di loro, ha poi spiegato la polizia, somigliava ad Abdelsalam Salah, il ventiseienne fuggitivo ricercato in tutta Europa e indicato come uno dei responsabili del terrore a Parigi.Il rapido successo degli investigatori tedeschi si è poi rivelato un errore di persona. Così già alle sei del pomeriggio il ministro degli Interni de Maiziere si è trovato costretto a spiegare ai cittadini del suo paese che che l'allerta è alta e in questo clima di tensione ogni dubbio deve necessariamente essere fugato.E così di lì a poco le due donne e i cinque uomini fermati sono stati rilasciati senza alcun addebito. Ma la paura non era ancora passata e già in serata è scoppiato un nuovo allarme, questa volta ad Hannover, nel cuore del Paese.Una «soffiata» ha, infatti, informato le forze dell'ordine che un ordigno stava minacciando da vicino l'imminente amichevole Germania-Olanda, dove in tribuna d'onore avrebbe seduto la cancelliera Angela Merkel. Partita sospesa, Hannover messa al setaccio ma della bomba nessuna traccia.De Maiziere è stato quindi obbligato a una nuova conferenza stampa: senza dare spiegazioni sulla soffiata, ha chiesto ai suoi concittadini di avere fiducia nelle forze dell'ordine. E poiché i tedeschi sono gente pratica, mercoledì la polizia ha porto le proprie scuse ai sette fermati di Aquisgrana, e la Federazione calcistica tedesca (Dfb) ha rimborsato i biglietti della partita saltata.Il clima politico non è però più lo stesso. «La Germania è nel mirino dell'Isis», ha affermato a chiare lettere il numero uno dei servizi di intelligence Hans Maaßen che, pur ribadendo come ogni indizio sarà vagliato «con molta cura», ha sconsigliato la cancellazione di eventi pubblici. Hannover non dovrebbe dunque fare scuola, ma non va dimenticato che lo scorso febbraio la polizia annullò all'ultimo minuto le sfilate del carnevale di Braunschweig - il piu frequentato nel nord della Germania - a causa di una non meglio specificata minaccia di origine salafita.Il dibattito europeo fra falchi e colombe su come reagire alla minaccia jihadista è ulteriormente complicato dalla presenza di un massiccio flusso di profughi in arrivo per la maggior parte da Paesi islamici (Siria e Afghanistan). Al pari dell'Italia, anche in Germania esiste una forte tradizione pacifista di origine cristiana e socialista. Così, mentre a Parigi si lavava ancora il sangue del Bataclan, sul progressista Der Spiegel l'editorialista Jakob Augstein metteva in guardia da un impegno militare tedesco contro il Califfato: «Non puoi battere il terrorismo cercando di assomigliargli». E ancora: «La guerra la sappiamo fare tutti. Abbiamo provato con l'amore?».Più cauto Armin Laschet, numero due della Cdu, il partito della cancelliera: «Parigi non deve cambiare il nostro stile di vita. (...) Non è escluso che fra il milione di profughi che stiamo accogliendo ci siano degli estremisti, ma concentrarsi solo su questo sarebbe sbagliato».Il doppio allarme di martedì ha intanto scatenato l'opposizione: dai banchi della sinistra (Die Linke) Sahra Wagenknecht ha accusato de Maiziere di giocare con le paure dei cittadini. Nelle stesse ore il governo socialdemocratico del Nord Reno-Westfalia, però, ha annunciato maggiori misure di sicurezza attorni ai mercatini di Natale.