Già liberi gli sciacalli arrestati E si indaga sulle case private

Fuori tre su quattro. Il gip ai razziatori romeni: potete andare, ma mi raccomando tornate per il processo...

Roma Feriti e rabbiosi per la satira d'oltralpe, ma anche per gli sciacalli da giorni in azione tra le rovine eppure «quasi» impuniti, mentre le attenzioni degli inquirenti dalla scuola elementare si spostano anche sulle abitazioni private. Il dopo-sisma ad Amatrice vive di polemiche, e l'ultima in ordine di tempo si incentra sugli sciacalli a piede libero. Dei quattro arrestati nei giorni scorsi e dei tanti fermati per controlli e allontanati, solo uno - romano - si trova al momento dietro le sbarre. Gli altri sono stati denunciati e rilasciati. Sono già a piede libero anche i due romeni di 44 e 45 anni, pregiudicati, fermati ad Amatrice in compagnia del nipote di sette anni, su un auto con targa tedesca e con 305 euro in contanti e numerosi capi d'abbigliamento, ritenuti provento di furto. Il giudice di Rieti Marilena Panariello ha convalidato l'arresto della coppia, ma ha applicato nei loro confronti solo la misura cautelare del divieto di dimora nella provincia di Rieti, scarcerandoli. I due, residenti in Romania, sono insomma liberi di circolare nel resto d'Italia: dovrebbero - il condizionale è d'obbligo - ripresentarsi per il processo il prossimo 20 ottobre. Sul problema della «messa in sicurezza» delle case inagibili e delle «zone rosse» nei centri abitati colpiti dal sisma, comunque, si è intervenuti rinforzando la task force, che vede le forze dell'ordine insieme al lavoro sia ai confini delle zone off-limits che in giro tra paesi e frazioni, per evitare nuove «visite» indesiderate degli sciacalli.

Quanto all'inchiesta sui crolli, gli investigatori della Finanza stanno iniziando a fare ordine nella messe di carte, autorizzazioni e collaudi delle gare d'appalto per gli edifici pubblici - scuola elementare, ospedale, caserme - o, come il ristorante Roma, indicati come punto di raccolta per la popolazione proprio in caso di sisma, documentazioni che sono state acquisite nei giorni scorsi. Gli uomini della Gdf si preparano ora a studiare l'iter dei finanziamenti sia pubblici che privati. Perché adesso l'indagine mette sotto i riflettori anche le case (prime e seconde) dei paesi terremotati. Negli ultimi due giorni i Carabinieri hanno messo sotto sequestro diverse delle case del centro storico di Amatrice e delle frazioni crollate mercoledì 24 agosto, in particolare quelle sotto le cui macerie sotto morte persone. Si cerca di capire da un lato se gli eventuali contributi per la messa in sicurezza richiesti dai proprietari siano stati utilizzati per lo scopo per cui erano stati concessi, e dunque se prima dell'erogazione sia stata accertata la conformità al progetto presentato, sia la presenza di abusi edilizi nelle strutture collassate. Tra l'altro l'ufficio del procuratore capo di Rieti Giuseppe Saieva è sommerso da giorni da esposti anonimi che denunciano presunte costruzioni non autorizzate ad Amatrice e ad Accumoli (dove sarebbero stati ritrovati nel municipio i documenti del campanile «ristrutturato» che crollando ha ucciso una intera famiglia) che avrebbero, stando a quanto ricostruito nelle missive, minato la resistenza degli immobili. Gli anonimi piovuti in procura lasciano ovviamente il tempo che trovano, ma i primi sequestri di case con i sigilli messi dai militari dell'Arma sono la dimostrazione che adesso il focus dell'inchiesta reatina si stia spostando anche sull'edilizia privata. Di certo, la scarsa tenuta al sisma di magnitudo 6.0 della scorsa settimana delle abitazioni è quella che ha provocato il maggior numero di vittime mentre, al di là dei doverosi accertamenti, per fortuna né nell'ospedale né nella scuola elementare al centro delle polemiche dell'ultima settimana (che essendo agosto era chiusa) si sono registrati morti o feriti.

Commenti
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franco-a-trier_DE

Sab, 03/09/2016 - 09:23

che belle leggi che ci sono in Italia..

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ilvillacastellano

Sab, 03/09/2016 - 10:05

Giustizia all'italiana è fatta!

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ilvillacastellano

Sab, 03/09/2016 - 10:07

Giustizia all'italiana è fatta! Questa si chiama "certezza della pena".

buri

Sab, 03/09/2016 - 10:17

e così una volta ancora il lavoro della polizia e dei carabinieri viene vanificato ad opera di un magistrato, a questo punto mi domando se il magistrato di turno è pagato per favorire i delinquenti o per fare rispettare le leggi

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karmine56

Sab, 03/09/2016 - 12:34

Si sapeva, l'italiano dentro e gli zingari fuori.