Il giallo della piccola Maëlys La bimba svanita nel nulla che tiene in ansia la Francia

Quattro giorni di ricerche e ancora nessuna traccia È sparita a un matrimonio. «Possibile sequestro»

Q uattro giorni di ricerche e ancora nessuna traccia della piccola Maëlys de Araujo, la bimba francese di 9 anni scomparsa nella notte tra sabato e domenica, intorno alle tre, da una festa di matrimonio a Pont-de-Beauvoisin: un borgo sulle Alpi francesi di 3.500 anime a meno di 50 chilometri da Grenoble, nel sud-est del Paese. Il tappeto di ricerche si è esteso ieri mattina, con l'invio di una squadra speciale della gendarmeria, speleologi e una sessantina di militari. Nessuna pista è esclusa, ma come spiega il procuratore che lunedì ha aperto l'inchiesta, «l'ipotesi del rapimento resta la più accreditata».

Dagli indizi, gli investigatori giudicano «altamente probabile» che Maëlys sia salita a bordo di un'auto nei pressi del parcheggio del locale, dove i cani della polizia hanno rinvenuto le prime tracce della piccola. Che la bimba non si sia addentrata nella boscaglia circostante, pare l'unica certezza emersa finora. Era nella saletta dei bambini, prima di sparire nel nulla. Al matrimonio con la madre cugina dello sposo il padre e la sorella più grande. Tutti i bimbi erano stati radunati in una cameretta per dormire, mentre gli adulti festeggiavano la sposa. L'allarme per la scomparsa, ha spiegato un testimone a Le Parisien, è stato dato dal dj della festa: «Appena udito che una una bimba era sparita, siamo andati tutti in giro a cercare. Credevamo potesse essersi nascosta per gioco, ma dopo un'ora abbiamo dovuto avvertire la polizia». Ora a temere il peggio è la Francia intera. Le squadre di subacquei hanno infatti già setacciato anche il fiume Guiers e perlustrato le fognature. «Ogni ora che passa - conferma una fonte dell'inchiesta - si rende più plausibile l'ipotesi di sequestro», e che qualcuno l'abbia attirata su un'auto e portata chissadove.

Le ricerche riprenderanno oggi all'alba estendendo il perimetro a 25 chilometri. Ieri l'ultimo screening ha riguardato l'intera zona boschiva, «passando al setaccio ogni singolo filo d'erba» spiega il responsabile del reparto mobile della gendarmerie dell'Isère, Yves Marzin. Mentre il capitano Cédric Sommen, che dirige i 57 uomini giunti da Maisons-Alfort, chiarisce che «lo stesso perimetro è stato perlustrato due volte». Nulla è lasciato al caso, il tempo stringe e gli indizi sono pochissimi. Ma finché ci saranno speranze di ritrovare la piccola Maëlys, insiste Sommen, «le ricerche non si fermeranno».

Proseguono intanto gli interrogatori: «tutte le persone vengono ascoltate una ad una», ha detto ieri il procuratore della Repubblica, Dietlind Baudoin. Già interrogati in 140 su 250 presenti al matrimonio la sera della scomparsa (compreso uno dei custodi del locale, di cui è stata perquisita, senza esito, l'abitazione nei pressi del ristorante). Continua anche l'ascolto di altre centinaia di persone: entro un raggio di mezzo chilometro erano infatti in corso un'altra festa di matrimonio e un evento privato in un bar.

Circa 500 persone da sentire nel complesso. A rendere difficili le esclusioni delle ipotesi, pur restando la pista del rapimento la più accreditata, sono la presenza di un corso d'acqua nei pressi del ristorante, già dragato senza successo, e la conformazione della collina, dove i boschi presentano diversi dirupi e dislivelli di 2-3 metri. Ciononostante, sembra difficile che la bimba possa essersi avventurata da sola nella boscaglia.

Intanto è l'intera Francia ad essere bombardata dall'identikit di Maëlys. L'ultima volta è stata vista il 27 agosto alle 3 del mattino. Era vestita di bianco e indossava sandali dello stesso colore. Su Twitter, la gendarmerie insiste nel chiedere aiuto a chiunque abbia notizie, spiegando che Maëlys è originaria del dipartimento dello Jura, dove vive con la famiglia, è alta 1 metro e 30, pesa 28 chili, ha gli occhi marroni e i capelli castani.