Giallo su quel biglietto con la data sbagliata

Nel messaggio scritto da Pollicardo c'è scritto «5 marzo» e non 4, giorno della liberazione

Matteo Basile Liberi, finalmente. Vivi e in salute, al contrario dei due compagni di sventura trucidati soltanto 24 ore prima. Una libertà certificata da un biglietto, scritto di proprio pugno da Gino Pollicardo, per conto suo e del collega Filippo Calcagno. «Siamo liberi e stiamo discretamente fisicamente ma psicologicamente devastati», scrive. Ma c'è un ma. Nella prima parte del breve messaggio pubblicato sul profilo Facebook del Sabrata Media Center, Pollicardo scrive: «Oggi 5 marzo 2016». Ed è giallo. Perché la data è sbagliata? Subito si sono scatenati complottisti di ogni categoria, abbozzando ipotesi tra l'assurdo e il ridicolo ma tant'è, basta quella data sbagliate a far sorgere qualche sospetto.La tesi più credibile è anche quella meno volta a complotti e a teorie strampalate. I tecnici della Bonatti sono stati rapiti lo scorso luglio. Ancora non è chiaro se da miliziani dell'Isis o da bande «comuni» vicine al califfato. Fatto sta che dopo mesi di prigionia in condizioni al limite dell'umano, con pochissimo cibo, magari rinchiusi in luoghi bui e privi di igiene, sotto la costante minaccia della armi e con la paura di essere ammazzati da un momento all'altro è facile perdere completamente il senso dello spazio e del tempo. E quindi più che comprensibile sbagliare una data su un biglietto, magari complice anche l'emozione e l'ansia del momento. Senza dimenticare le differenze tra il calendario occidentale e quello berbero, tradizionalmente utilizzato in Libia. Dove peraltro, l'anno bisestile, vede sì l'aggiunta di un giorno ma non a febbraio, bensì all'ultimo mese dell'anno.Eppure... E se il blitz che ha portato all'uccisione di Salvatore Failla e Fausto Piano avesse scombinato i piani di una liberazione già programmata, magari proprio per oggi anziché per ieri? Oppure già avvenuta di fatto da giorni ma ancora da «ratificare» aspettando di avere in mano tutti gli italiani, come sfuggito al sindaco Sabrata? L'ipotesi è difficile ma potrebbe reggere. I due nostri connazionali sono stati uccisi in circostanze tutt'altro che chiare, molto probabilmente per errore e da fuoco amico, dopo un assalto da parte delle forze libiche impegnate contro l'Isis. E magari la liberazione dei quattro era prevista proprio per oggi. Ma il tragico errore potrebbe aver fatto saltare il piano e accelerato la liberazione. Purtroppo solo di due persone. Almeno loro pronti a tornare in Italia. Sani e salvi, anche se con un carico di dubbi e sospetti al seguito.