Giallo sull'aereo esploso a Malta «A bordo agenti segreti francesi»

Parigi nega che i tre funzionari morti fossero impegnati in una missione europea. Ipotesi militare legata alla Libia

Luigi Guelpa

Un monitoraggio sulle rotte del traffico di esseri umani oppure un'operazione militare top secret verso la Libia? Al momento tutto quello che si sa sul disastro aereo di ieri mattina a Malta è racchiuso dalle drammatiche immagini catturate dalla telecamera di Laurent Azzopardi, un tecnico di computer che si stava recando al lavoro. Erano le 6.20 alla Valletta quando la telecamera posizionata sul cruscotto della sua auto (la dash camera compresa nel kit di alcune compagnie di assicurazione), ha filmato un piccolo aereo bimotore, un Fairchild Metroliner MkIII, che stava precipitando poco dopo il decollo dallo scalo internazionale di Luqa. «A very shocking experience», ha raccontato Azzopardi dopo aver postato su Facebook le immagini della tragedia.

Il velivolo, con uno dei due motori in evidente avaria, si è piegato sulla destra schiantandosi al suolo a ridosso del perimetro dello scalo, a pochi chilometri a sud-ovest della Valletta, esplodendo in una palla di fuoco e uccidendo sul colpo le cinque persone che si trovavano a bordo. Le autorità maltesi hanno spiegato che tutte le vittime sono di nazionalità francese: si tratta di tre funzionari della Difesa appartenenti ai servizi della Direction Générale de la Sécurité Extérieure (Dgse), a Malta con compiti di intelligence e di due contractor, dipendenti della società che operava il velivolo. La vera missione dei funzionari transalpini è al momento però avvolta nel mistero. Secondo William Vella, ministro degli Esteri di Malta, i tre funzionari della Dgse erano impegnati «nel tracciare le rotte battute dalle organizzazioni criminali dedite al traffico di droga e di esseri umani dalla Libia».

Sembra che l'operazione francese di monitoraggio del tratto di mare che separa Malta dalla costa libica fosse iniziata lo scorso maggio dopo un accordo siglato con Parigi. Versione che non combacia del tutto con quella fornita dal ministro della Difesa francese Jean-Yves Le Drian, che ha annunciato l'apertura di un'inchiesta sull'accaduto in collaborazione con le autorità locali. Le Drian non ha confermato quale fosse la vera missione dei funzionari, e ha per altro negato che l' aereo fosse in missione per conto di Frontex, l'agenzia Ue che si occupa della gestione e della sorveglianza delle frontiere comunitarie. Frontex stessa ha ribadito la versione di Le Drian con un tweet di Federica Mogherini: «Il volo non era collegato alle attività dell'Ue». Si rafforzerebbe quindi l'ipotesi di una non meglio precisata operazione di natura militare in Libia. Da Malta rammentano che il piano del volo prevedeva un monitoraggio aereo di una zona del Mediterraneo e il rientro entro le ore 11.

Il Fairchild risultava iscritto nel registro degli Stati Uniti e noleggiato dalla Cae Aviation, società con sede in Lussemburgo specializzata in operazioni di intelligence aerea. Per la cronaca la Cae Aviation offre servizi a società private, ong, così come a diverse forze armate dei Paesi europei. I resti delle vittime sono stati recuperati in tarda mattinata e verranno messi a disposizione delle autorità locali prima di essere rimpatriati a Parigi. Il premier maltese Joseph Muscat ha rivelato che i due membri dell'equipaggio avevano una notevole esperienza e il velivolo non era stato colpito da avarie in tempi recenti.