Il giallo della turista italiana uccisa sulla spiaggia in Brasile

Il cadavere trovato a Jiojca, a 300 km da Fortaleza. È stata colpita alla testa forse con una pietra: c'è già un sospettato a cui la polizia sta dando la caccia

Gaia Molinari, la 29enne piacentina trovata morta in Brasile

Sorridente, spensierata, con il mare in primo piano su tutte le foto. Gaia Molinari, 29 anni, ce l'aveva nel sangue. Sul suo profilo facebook gli amici a novembre la salutavano dicendo «ciao brasileira». Ma quel saluto ora è diventato un addio. Il Brasile, che amava tanto profondamente, si è trasformato in tomba per la giovane piacentina.

Mentre in Italia la sua famiglia festeggiava il Natale, la ragazza al di la dell'Oceano ha trovato la morte. Qualcuno l'ha uccisa colpendola al volto e al capo con una pietra su una spiaggia di Jijoca di Jericoacoara, a 287 chilometri da Fortaleza.

La notizia, pubblicata dal sito brasiliano www.alagoas24horas.com.br, è stata confermata ieri mattina dalla Questura e dalla Prefettura di Piacenza, che ha già preso contatti con il Consolato italiano a San Paolo del Brasile, che si sta occupando del caso fin dall'inizio.

I comandante della polizia municipale di Jijoca, Marcos Rodriguez, ha fatto sapere che il cadavere è stato trovato alle 17.25 ora locale (21 in Italia) da una coppia di turisti tra le sterpaglie nell'area protetta di Serrote, che conduce alla spiaggia di Pedra Furada, dove non si arriva in auto. Presentava diverse ferite, al viso, al torace e aveva il cranio fratturato.

«A Jericoacoara hanno incontrato altri turisti, per caso anch'essi di Piacenza, ed è stato uno di loro ad avvertirci - spiegano fonti consolari italiane di Recife -. Non si sanno le ragioni per le quali Gaia si sia ritrovata da sola su quella strada secondaria, dove poi è stato trovato il corpo, in un mare di sangue. Probabilmente è stata colpita con una pietra. Aveva dei lividi anche ai polsi, come se fosse stata legata. Ma tutto è da accertare in sede di autopsia». Il cadavere è stato portato all'Istituto di medicina legale di Sobral, nello Stato del Ceara, dove nelle prossime ore sarà effettuato l'esame autoptico, anche se è certo ormai che si tratti di un omicidio. Gaia aveva anche alcuni graffi, come se avesse lottato cercando di difendersi prima di essere sopraffatta dall'assassino. Indiscrezioni fanno sapere che la Divisao de Homicidios avrebbe già individuato un sospettato e sarebbe sulle sue tracce.

La piacentina proveniva da San Paolo ed era arrivata il 16 dicembre a Fortaleza insieme a un'amica di Rio de Janeiro, Miriam Franca, con la quale alloggiava nell'ostello Refugio Hostel Fortalezae. Qui l'italiana aveva lasciato il suo notebook e gli effetti personali per spostarsi il 21 dicembre insieme all'amica a Jericoacora, sapendo che tanto li avrebbe ripresi al ritorno il 24. Invece all'improvviso aveva deciso di prolungare di un giorno la permanenza. Amava il mare e le foto su fb la ritraggono spesso in costume, con vari «mi piace» verso associazioni no profit del Paese sudamericano. Da qualche tempo viveva a Parigi e si occupava di organizzare eventi legati a manifestazioni motoristiche. Il giorno della sua morte indossava un bikini e aveva con sé uno zaino, ritrovato sul posto dagli investigatori, che indagano a 360 gradi per conoscere il passato della ventinovenne e le sue amicizie, italiane e brasiliane. Ieri è stata sentita anche Miriam. «L'amica di Gaia era ripartita da Jericoacora verso un'altra spiaggia della zona - proseguono fonti consolari - la polizia l'ha rintracciata ma non sappiamo ancora gli esiti dell'interrogatorio. Tutto il gruppo era ospite di una pensioncina a Jericoacoara i cui proprietari sono italiani». Anche loro ora vogliono la verità, proprio come la famiglia di Gaia.