La gioia di Forza Italia Ora vuole la grazia e l'inchiesta sul golpe

RomaSi riparte da qui. Dall'assoluzione di Silvio Berlusconi. Forza Italia si ricompatta attorno al suo leader e l'orizzone pieno di nuvoloni neri si rasserena un po'. E qualcuno, come lo schiacciasassi Renato Brunetta, esulta sobriamente e pensa a riprendere il gioco. Invocando «una commissione parlamentare d'inchiesta sul colpo di Stato del 2011» e «come minimo risarcimento, la grazia subito per Berlusconi, se esiste un po' di decenza».
È un giorno felice per quello che a lungo è stato il primo partito italiano, e che ora può finalmente rialzare la testa. Ritrovando quella compattezza che, vent'anni di storia lo insegnano, solo si può realizzare attorno a Silvio Berlusconi. Al quale tutti i 69 deputati di Forza Italia rivolgono una lettera d'augurio pubblicata nell'edizione speciale del Mattinale, la nota quotidiana del gruppo azzurro della Camera, prodotta dall'entourage di Brunetta: «Siamo orgogliosi di averti per leader, ancora per cento anni!», si legge nel messaggio, che si conclude così: «Noi ci impegniamo da subito a intraprendere qualsiasi iniziativa in ogni ambito perché, in Italia e all'estero, ti sia restituito l'onore che meriti, e la verità storica sia affermata in sede parlamentare e dovunque ciascuno di noi lavori e viva».
La gioia si unisce all'amarezza, il sollievo alla conta dei danni fatti da una vicenda giudiziaria che ha infettato la vita politica dell'ultimo lustro. «Non si può dimenticare - ricorda il senatore Lucio Malan - che l'ultimo governo votato dagli italiani è caduto sull'onda di questa inchiesta infondata, accompagnata da centinaia di intercettazioni telefoniche pubblicate sui giornali e rappresentate in televisione come fossero Shakespeare. L'azione internazionale rivelata da Gaithner, Zapatero e altri ha tratto la sua forza soprattutto da questa indegna messinscena». Quindi non basta il trionfo della verità, perché il prezzo estorto a Berlusconi e a tutto il suo partito è stato salato. «Chi paga per lo scempio messo in atto dalla Procura di Milano?», si chiede il deputato Luca D'Alessandro. «A questo punto si pongono domande enormi sull'immane campagna politica, mediatica e giudiziaria condotta per anni contro Berlusconi su basi così inconsistenti», nota l'europarlamentare Raffaele Fitto. «Se fosse possibile ci sarebbe da promuovere una class action dei moderati italiani per avere indietro ciò che gli è stato tolto in tutti questi anni di ingiustizie nei confronti del loro leader», suggerisce il deputato Luca Squeri. «Una ragione per chiedere la riforma della giustizia e la responsabilità civile dei magistrati», invoca il presidente della commissione Finanze della Camera Daniele Capezzone. «C'è una grande gioia e una grande felicità, come tutte le volte che trionfa la verità», dice Daniela Santanchè, che aggiunge: «mi auguro che la sentenza faccia bene anche a noi del centrodestra per trovare l'unità».
Guarda avanti anche Paolo Romani, presidente del gruppo al Senato, che spera nell'inizio di una nuova fase, nella «fine di un'epoca oscura di persecuzione giudiziaria nei contronti del nostro leader». «La sentenza di assoluzione per il presidente Berlusconi, vincitore di una durissima battaglia, ci consegna un Paese che può guardare con maggiore fiducia al futuro», dice la deputata Sandra Savino. Le conseguenze sono già davanti agli occhi. «Adesso - dicono i deputati Giorgio Lainati e Giovanni Mottola - il presidente Berlusconi può proseguire con determinazione e forza il percorso delle riforme sancito con l'accordo del Nazareno». E c'è anche chi, come Maurizio Gasparri, non risparmia stoccate a chi dall'allora Pdl se n'è andato: «Noto con piacere la soddisfazione manifestata dai tanti che si erano allontanati da Berlusconi, certi di un infausto destino giudiziario. Da cattolico ammetto il pentimento, ma molti dovrebbero fare pubblica contrizione». Non ci conteremmo troppo.