Giornali, cartoni e scontrini. Dimmi come ricicli e ti dirò chi sei

Gli italiani e la raccolta differenziata della carta. Ecco i loro quattro profili

Prendiamo nota. Ma facciamolo usando «carta, calamaio e penna» (proprio come Totò e Peppino nella celebre scena della lettera). Vietato prendere appunti sul telefonino o inviare post sul web. Molto meglio un post-it.

Messaggio da scrivere? «Ricordarsi che marzo è il mese del riciclo di carta e cartone».

Gli italiani, a onor del vero, sul questo fronte hanno fatto negli ultimi tempi passi da gigante, tanto che il bidone condominiale della carta è diventato una presenza familiare. Nonostante ciò bene fa il Comieco (Consorzio per il recupero e il riciclo degli imballaggi a base cellulosica) e il suo direttore generale, Carlo Montalbetti, a ricordarci periodicamente l'importanza di quella meravigliosa creatura che è la carta.

Quest'anno il Comieco ha fatto di più, coinvolgendo gli italiani in iniziative tese a consolidare la posizione leader del nostro Paese (3,3 milioni di tonnellate di carta e cartone raccolte nel 2017) nella classifica europea; obiettivo: arrivare a 3,5 milioni di tonnellate entro il 2020.

Gettare il pane nella spazzatura - dicevano i nostri nonni - è un grave sacrilegio, perché è come «buttare la grazia di Dio»; ma buttare la carta nel bidone dei rifiuti indifferenziati è altrettanto sacrilego, perché la carta equivale al pane della nostra civiltà, delle nostra intelligenza, del nostro sapere. Passato. Presente. E futuro.

Non facciamoci ammaliare solo dalle sirene dell'harem hi-tech, la carta sopravviverà anche nell'era del «foglio» digitale. E non parliamo solo di imballaggi ma anche di informazione e l'immagine emblematica di Quarto Potere qui sopra lo dimostra in tutta la sua forza: Charles Foster Kane (Orson Welles) circondato dalle mazzette del suo Inquirer rappresenta tutti noi che lavoriamo davanti alla pagina di vetro del pc ma poi ci leggiamo sulle pagine della carta più affascinante del mondo: quella dei giornali.

Per pubblicizzare le sue tante iniziative, il Comieco ha scelto l'immagine di un cane fatto di carta: una scelta azzeccata, perché non c'è animale, più del cane, fedele all'uomo; e non c'è uomo che non leghi i suoi ricordi più fedeli alla carta: dalla prima lettera d'amore ai libri di scuola; dalle scatole coi regali sotto l'albero di Natale ai manifesti dei nostri miti adolescenziali attaccavamo ai muri della nostra stanzetta.

Poi siamo diventati grandi, e sono arrivate pure cambiali, multe, bollette.

Perché la vita, come la carta, cela il bello e il brutte di ogni giorno.