La giornalista in lista con Forza Italia: «Cittadini delusi, chiedono di poter ripartire»

nostro inviato a Genova

«La mia Genova di oggi? È una Genova che si è fermata. Ferma, come l'intera Liguria. Una città e una regione a cui non è stato permesso di fare passi in avanti, di guardare al futuro, di investire sul futuro con idee e progetti concreti. Basta saper ascoltare la gente per accorgersene. La Liguria e Genova chiedono più sicurezza, più rispetto per il territorio, rilancio del turismo. Equità, e non scelte che penalizzino chi già soffre e che pure prova l'orgoglio dell'appartenenza a queste terre».

Ilaria Cavo, versione 2.0. Ilaria Cavo la giornalista, entrata giovanissima nell'orbita della popolarità, grazie ai suoi eccellenti e tempestivi reportage sui tragici fatti del G8 di 14 anni fa, che le hanno aperto una carriera televisiva, ora si rimette in gioco, scendendo nella trincea della politica, nel listino di Giovanni Toti, il candidato del centrodestra nella corsa alla guida della Regione.

Quindi anche tu, per orgoglio ligure, folgorata sulla via della politica?

«Sinceramente è un'opportunità che non avevo mai preso in considerazione dato che il mio lavoro mi dà e mi ha sempre dato soddisfazioni. Ma quando mi è stato chiesto di scendere in campo per ciò che avevo fatto per la Liguria, per ciò che avevo raccontato di questa regione, per la mia visibilità, ho sentito che sarebbe stato stimolante accettare questa sfida, forte della mia esperienza di stare in mezzo alla gente e farmi interprete dei reali problemi di chi vive qui. È il momento di lavorare per il cambiamento. Questa terra lo merita. E lo merita anche un candidato come Toti».

Come sarà la tua campagna elettorale, da qui al voto del 31 maggio?

«Lavorerò non per me ma per portare voti a Toti, il nostro candidato di riferimento. Sono e mi sento una portatrice d'acqua. Io non sono alla caccia del voto di preferenza, sono qui e starò in mezzo alla gente ligure, per dire loro: se credete in me, credete in Toti e votatelo».

Se vincesse il centrodestra quale dovrà essere, secondo te, la priorità da affrontare?

«Fare chiarezza sui fondi non spesi per far fronte al dissesto idrogeologico di queste terre. La cosa più grave è che i finanziamenti, e parecchi, sono arrivati in questi anni ma la giunta piddina non li ha spesi. Eppure tutta la Liguria va messa in sicurezza. Ci sono grosse responsabilità politiche».

E le ingiustizie sociali cui alludevi prima?

«È stato tolto il sussidio ai disabili, per esempio. Ma c'è stata in questi anni anche la volontà politica di isolare e penalizzare la Liguria. Infrastrutture deficitarie. Porto, aeroporto sottoutilizzati. Per raggiungere Genova con il treno ci si impiega quasi come per andare a Roma».

Non ti pare che il mugugno classico dei liguri sia diventata rassegnazione?

«Il mugugno è un nostro diritto, la rassegnazione no. Adesso la Liguria vuole tornare a vivere».

Sul G8 abbiamo assistito ad una grancassa mediatica di ritorno, che cosa ne pensi?

«Il G8 è stata una grande ferita per Genova, ma è un incubo che ha saputo superare. È l'immagine degli angeli del fango quella che adesso Genova ha regalato al mondo. Perché Genova non ama le passerelle, preferisce chi mette mano ai problemi. Anche con il badile se è il caso».

La candidata del Pd, Raffaella Paita ironizza sul listino Toti…

«La Paita definisce alcuni di noi sconosciuti. Per quanto mi riguarda meglio essere conosciute, a livello nazionale, per un impegno professionale che non per responsabilità politiche di negligenze e disastri. Ho raccontato questi drammi da giornalista, non voglio che si ripetano per colpa di certa politica».