Il giovane mago dei computer che ha studiato le bombe online

Una cellula jihadista che si rispetti ha necessariamente bisogno di un esperto di informatica. Moussa lo sapeva bene, ed è per questo motivo che fin dal principio ha deciso di coinvolgere nell'operazione Said Aallaa, 19 anni, anche lui di origini maghrebine. Said viveva con i genitori Ibrahim e Itto, e altri tre fratelli, a Ribes de Freser, minuscolo centro abitato a tre chilometri da Ripoll. Era un mago del computer, e probabilmente non aveva avuto problemi ad accedere al deep web, quella zona borderline di internet, e scaricare il materiale necessario per assemblare un ordigno artigianale. Il Tatp del resto si prepara anche con sostanze facilmente reperibili in commercio, in comuni negozi sotto casa, come acetone, acqua ossigenata e acido. Analizzando il suo computer, gli inquirenti hanno scoperto che visitava spesso siti di chimica e che tramite email discuteva con altri elementi della cellula jihadista su come realizzare ordigni artigianali. Appassionato di basket, tifoso in particolar modo di Stephen Curry, sarebbe lui l'autore del messaggio inviato su WhatsApp «quelli di Parigi sembreranno dei dilettanti».