Giovani in fuga, persi 14 miliardi

E la burocrazia ammazza le piccole imprese e la loro competitività

Roma - Ventidue miliardi l'anno. È questo il costo che la burocrazia italiana scarica sulle pmi artigiane: si tratta di 5mila euro in media l'anno per impresa, 16 euro al giorno, due euro all'ora. Il dato emerge da una indagine del Centro studi Cna nel quale si specifica che per compiere tutti gli adempimenti richiesti dalla pa nel 41,3% delle imprese coinvolte si bruciano fino a tre giorni lavorativi al mese, nel 32,2% fino a cinque, nel 9,1% fino a dieci e nel 6,8% oltre dieci. Ecco perché circa nove imprese su dieci (l'89,7%) ritengono che la cattiva burocrazia costituisca un ostacolo serio alla competitività.

Anche le semplificazioni, segnala il Centro studi Cna, si sono rivelate un flop. Più di due terzi delle imprese ritiene che le procedure, siano state rese più complesse. Il picco negativo delle valutazioni (72,8%) riguarda le norme ambientali, seguito dal 72,3% di bocciature per la riforma Madia della pa, dal 71,3% per il nuovo Codice degli appalti. Poco meno di due imprenditori su tre hanno bocciato le novità del mercato del lavoro (62,4%) e del fisco (60,7%).

A questo allarme si aggiunge quello del Centro studi Confindustria (Csc) secondo cui la bassa occupazione è «il vero tallone d'Achille del sistema economico e sociale italiano». La fuga dei giovani all'estero, legata alla mancanza di lavoro, costa all'Italia quasi un punto di Pil all'anno, circa 14 miliardi di euro. Dal 2008 al 2015 hanno spostato la residenza all'estero 509mila italiani: di questi, circa 260mila avevano tra i 15 e i 39 anni, il 51% del totale degli emigrati. Considerando che la spesa familiare per la crescita e l'educazione di un figlio, dalla nascita ai 25 anni, può essere stimata attorno ai 165 mila euro, è come se l'Italia, con l'emigrazione dei giovani, in questi anni avesse perso 42,8 miliardi di euro di investimenti in capitale umano. Per il solo 2015, con un picco di oltre 51mila emigrati under 40 (dai 21mila del 2008), la perdita si aggira sugli 8,4 miliardi. A questi va aggiunta la perdita associata alla spesa sostenuta dallo Stato per la formazione di quei giovani che hanno lasciato il Paese: 5,6 miliardi. In totale 14 miliardi.

Il Csc ha inoltre rivisto al rialzo all'1,5% le stime sul Pil nel 2017 e all'1,3% nel 2018. Nel mirino la prossima legge di Bilancio la cui azione sui saldi (circa 8-9 miliardi) «potrebbe impattare su una minor crescita del Pil 2018 per circa 2 decimi di punto». Anche la fine delle misure di stimolo della Bce potrebbe rappresentare un ulteriore rischio di arretramento.

Commenti
Ritratto di BenFrank

BenFrank

Ven, 15/09/2017 - 11:42

Beh, ce li riprendiamo con gli interessi grazie alle "risorse"... o no?

Ritratto di bandog

bandog

Ven, 15/09/2017 - 11:42

State sereni,le risorse che continuano ad arrivare pareggeranno i conti...

jaguar

Ven, 15/09/2017 - 13:02

Tanti nostri giovani sono scappati dall'Italia, ma per fortuna ne sono sbarcati molti di più dall'Africa, e con una voglia di lavorare che scappa da tutte le parti.

bimbo

Ven, 15/09/2017 - 13:20

hahahahahahahahahahahahahahaha

Ritratto di giangol

giangol

Ven, 15/09/2017 - 13:30

ma noi ci abbiamo le preziose risorse africane che sono qui per pagarci la pesnione

umbe65it

Ven, 15/09/2017 - 13:48

A menare le tolle non sono solo i giovani ma anche soggetti molto diversi, ormai sfiancati dall'arroganza stupidità ed ingordigia di chi ci dovrebbe amministrare. Quando il maiale mangia troppo .....

jenab

Ven, 15/09/2017 - 14:25

in compenso abbiamo migliaia di risorse africane in arrivo, che ci costano altri 4 miliardi l'anno. Per fortuna che poi faranno solo i lavori che noi non vogliamo fare, si ma tutti gli altri chi li fà?