Giovani in passerella tra Oscar e influencer

Si è conclusa la fashion week di Milano per lo stile della prossima primavera

La compressione del calendario - 63 sfilate e oltre 80 presentazioni, quelle ufficiali - in scarsi cinque giorni, il delirio di spostamenti da una parte all'altra della città, l'inevitabile sovrapposizione di orari che ha visto concentrazioni in poche ore anche di cinque défilé, si è chiusa la Fashion Week più breve e al tempo stesso più congestionata degli ultimi tempi.

Ieri, ultimo giorno in cui nessuno delle grandi maison ha voluto inserirsi per trattenere la stampa straniera a Milano, è stata la giornata di stilisti e aziende cinesi con il gran finale di Nexy.Co, un brand che ha fatto arrivare nel suo parterre la super top Karlie Kloss, terza nella classifica di Forbes e 6,8 milioni di follower. Per fortuna questa edizione della Milano Fashion Week si farà ricordare per i Green Carpet Fashion Award, la serata degli Oscar per la moda sostenibile che si è tenuta domenica sera alla Scala e per le tante collezioni dedicate alla prossima primavera-estate 2018 ricche di proposte interessanti e fortunatamente mettibili. Fra i giovani più promettenti c'è il calabrese Giuseppe di Morabito, classe 1992: la sua collezione giocata fra corsetti, silhouette di stile barocco o vittoriano, materiali che profumano di futuro, perle incastonate e canvas ma anche tulle, jacquard e stampati con pattern floreali che trovano esaltazione in modelli attinti alla cultura rave, è quanto di più contemporaneo si possa immaginare sul fronte della nella nascita di nuovi gusti che possono conquistare i millenials. Su tutt'altro fronte ma sempre di grande interesse si posiziona un bravissimo architetto designer già celebrato a livello internazionale per le sue collezioni sposa che debutta con il prêt-à- couture e strepitosi abiti da cocktail e red carpet. Si chiama Antonio Riva e firma una bella teoria di long dresses da grand soirée e abiti eleganti riconoscibili grazie a attento studio dei tagli sartoriali da haute couture. Formidabili gli abiti goffrati, le stampe floreali, le crinoline glitter, le grandi ruche ma anche le mini perle e le piume colorate come decorazione. Ricerca di volumi e di silhouette decise anche per Gianluca Capannolo che punta sull'oversize negli impermeabili in PVC trasparente profilati di gros grain e nelle T-shirt indossate con ampi pantaloni a vita alta o morbidi carrot pant con elastico in vita. Lavora sulla scomposizione e sulla ricomposizione dei volumi il bergamasco Lucio Vanotti per sperimentare forma e materie, guardare agli anni Cinquanta del modernismo e degli atelier e trovare equilibrio nell'asimmetria. Col felice risultato di una nuova proposta fra silhouette tridimensionali, punto vita alto segnato da cinture e corde, gonne dalle forme aperte, pantaloni a fuso, camicie aeree che diventano abiti. Per il brand Au Jour Le Jour disegnato da Mirko Fontana e Diego Marquez, decostruire e riassemblare è un esercizio di stile che porta a risultati sorprendenti: l'abito, il blazer sartoriale, la camicia e la t-shirt si reinventano, invertendo le linee; la giacca blazer e la maxi camicia diventano gonna e skinny pants in denim mostrano il sacco tasca all'esterno e l'etichetta di composizione come dettaglio decorativo. Vestibilità impeccabile è invece l'essenza della collezione Piazza Sempione che declina una gioiosa atmosfera estiva, fra spiagge e gite in barca, con variazioni di righe e una deliziosa cartella colori che sprizza freschezza fra i verdi dell'acqua e i rosa.

Costruzioni sartoriali e linee grafiche fanno invece pensare a pittori cubisti e si rivelano nelle camicie di cotone e seta con stampa astratta portate su pantaloni a vita alta o su shorts di taglio sartoriale. Un artista lombardo contemporaneo, Marco Minotti, è invece protagonista, attraverso una selezione esclusiva e limited edition delle sue opere, di ARTElier Malloni inaugurato a Milano nella boutique di Corso Venezia. Un interessante cortocircuito fatto di punti di convergenza fra arte e moda: il piumaggio dei volatili, il trattamento della superficie coriacea o rugosa dell'elefante la cui proboscide si trasforma in un grande tentacolo richiamano le textures tessili - o la pelle usata per accessori o scarpe - della collezione Malloni esposta per l'occasione.