Giunta nel caos e partito spaccato Nogarin si consola con il baseball

Quasi tre mesi per mettere insieme una giunta, assessori nominati e scomunicati nel giro di due giorni e un partito, il suo Movimento 5 stelle, che tra faide interne e malumori è sempre più spaccato. I problemi al sindaco di Livorno Filippo Nogarin non mancano di certo però il presenzialismo non viene meno e domenica scorsa ha lanciato e battuto durante l'inaugurazione del campo di baseball di Banditella ( nella foto del Tirreno ). Nogarin, ha anche fatto dell'ironia dicendo di aver colpito un giornalista con la palla appena respinta con la mazza. Una piccola vendetta per chi, tra un pasticcio e l'altro, le critiche della stampa non riesce proprio a respingerle.

Il caso del comandante della Capitaneria di porto di Viareggio rimosso perché non allineato con la politica di sinistra locale continua ad infiammare le polemiche. La solidarietà nei suoi confronti è a tutto tondo. A intervenire a suo favore è l'ex europarlamentare Claudio Morganti, attuale vice segretario del neonato movimento «Io cambio», che ha preso e carta e penna e scritto una missiva al ministro dell'Interno, chiedendo un pronto e immediato interessamento, per fare piena luce sulle reali motivazioni che hanno portato alla decisione del trasferimento del comandante Marco Alberto Iacono dalla capitaneria di porto di Viareggio a quella di Palermo dopo solo un anno di attività nella località versiliese. «Non vorrei – si legge nella lettera spedita ad Alfano - che la motivazione fosse dovuta in seguito alla scoperta di una Tangentopoli portuale che potrebbe allargarsi e coinvolgere personaggi intoccabili. Oppure fosse relativa alle operazioni dei marinai che, muniti di sfollagente, hanno messo in atto una forma di repressione contro l' abusivismo presente nelle spiagge della Versilia». Io vorrei non vorrei ma se vuoi .... scriveva Lucio Battisti.

Evidentemente si sente già la vittoria in tasca. E così l'ex sindaco di Bari Michele Emiliano ( nella foto ), candidato alle primarie del Partito democratico per le votazioni regionali della Puglia, durante un comizio a Fasano dove su invito del senatore Nicola Latorre ha partecipato ad una gara di gavettoni per favorire la ricerca contro la Sla, ha sostenuto: «Le regole per le primarie non mi interessano». E poi ha aggiunto: «Io sono uno dei giocatori e le regole, in ogni competizione, non le fissa chi scende in campo». Una stoccata lanciata ai suoi avversari, Guglielmo Minervini dello stesso Partito democratico e Dario Stefàno di Sel - imposto ai suoi dal governatore uscente Nichi Vendola, che premono per un sistema a doppio turno con il ballottaggio tra i due sfidanti più votati nelle tornata del 30 novembre. Ma Emiliano non ha fatto una piega ed ha ribadito: «A stento conosco le regole fissate dai partiti e ora sono impegnato in questa splendida campagna elettorale e dei turni di voto, sinceramente, non mi frega proprio niente».NaMur

CasaPound Italia sbarca al Sud, esattamente in Puglia a Lecce venerdì e sabato prossimi, e apre... al Nord. Tra gli ospiti della kermesse organizzata dal leader del movimento di destra Gianluca Iannone ci sarà infatti anche Mario Borghezio ( nella foto ), l'europarlamentare della Lega Nord eletto al Centro anche grazie ai voti di Casapound, che discuterà con l'ex sindaco di Lecce Adriana Poli Bortone (Fdi) di «Europa dei popoli contro Europa finanziaria». «È un segnale della crescita del movimento, che ha un radicamento sempre più diffuso, soprattutto nel Mezzogiorno», dice Iannone, che punta ai delusi di An e ai giovani universitari nel capoluogo salentino. Il luogo non è stato comunicato ma è già caos: la questura di Lecce, in vista della concomitanza tra il raduno e il derby di Lega Pro Lecce-Barletta, in programma nello stadio di via del Mare sabato, ha chiesto al ministero dell'Interno di rinviare la partita o di inviare rinforzi al personale di polizia.

Potremmo definirla una guerra fra sordi. Quella che ha coinvolto, via Twitter naturalmente, unico Verbo che la società civile e politica ormai riconosce, il giornalistone radical chic Gad Lerner ( nella foto a destra ) e forse uno dei più bravi attori del cinema italiano, Elio Germano. «Beata gioventù qualcuno ricordi a Elio Germano ( nella foto a sinistra ) che il saluto a pugno chiuso si fa col braccio sinistro. Sfido che poi ti dicono radical chic», scrive Lerner. Germano, Il giovane favoloso Leopardi del film di Mario Martone, in concorso a Venezia, ha salutato i fotografi che lo aspettavano in Laguna con un pugno alzato. Solo che il pugno non era il sinistro come la storia insegna, ma il destro. E Lerner è lì pronto, maestrino rosso, a rimproverare l'attore. Giovani comunisti crescono.