Giustizia è fatta per i cani di Green Hill

Un anno e mezzo ai responsabili dell'azienda-lager dove sono morte 6.023 bestiole considerate "difettose"

Giustizia è fatta nei confronti di Green Hill (Verde Collina). Per quanto arcinoto questo nome, conviene riassumerne la storia.

Dopo la chiusura della ditta Morini di S. Polo d'Enza (Reggio Emilia), l'azienda Green Hill (collina verde), situata a Montichiari (Brescia) diventa uno dei principali allevamenti di cani beagle venduti in tutta Europa per la sperimentazione animale. Dentro i 5 capannoni erano rinchiusi fino a 2.700 cani adulti, più le varie cucciolate. Di proprietà della Marshall, Green Hill 2001 diventa una costola di questa azienda americana, la più grande «fabbrica» di cani da laboratorio che esista al mondo. Il Beagle Marshall è addirittura uno standard di varietà.

La storia di Green Hill è mirabilmente narrata in un documentario di 40 minuti prodotto dalla Federazione Italiana Diritti Animali e girato dal bresciano Piercarlo Paderno. Le immagini segnano il crescendo di una protesta nata dal basso, da quel 24 aprile 2010, quando, per la prima volta un migliaio di persone sfilano per le strade di Montichiari, al 25 settembre 2010, data della manifestazione di protesta a Roma contro la «sciagurata» direttiva europea 63/2010, al 14 ottobre 2011, giorno in cui 5 attivisti salgono sul tetto di uno dei capannoni di Green Hill, fino al 2 febbraio 2012 quando, alla Camera, viene approvata a larghissima maggioranza la norma, scritta dall'onorevole Michela Vittoria Brambilla, che vieta, in tutta Italia, l'allevamento di cani, gatti e scimmie destinati alla sperimentazione in vivo. Il 28 aprile 2012 un blitz dei militanti animalisti, e di gente comune, porta a 12 arresti, ma trasforma la vicenda in un caso «globale». Il 16 giugno si svolge a Roma la più grande manifestazione animalista di tutti i tempi. Il 18 luglio 2012, una data storica per gli animalisti, il Corpo Forestale dello Stato, su mandato della procura di Brescia, sequestra lo stabilimento di Green Hill. I cani verranno affidati, tramite le associazioni animaliste, a migliaia di persone. «Questi animali non sentiranno mai più le mani e il fetido respiro del male», commenta nel filmato il filosofo americano Steve Best «e queste immagini dei beagle che passano attraverso il filo spinato vivranno per sempre nei libri di storia».

Ieri l'allevamento Green Hill è stato condannato dal Tribunale di Brescia per il reato di maltrattamento e di uccisione di animali. Renzo Graziosi, veterinario dell'allevamento e Ghislane Rondot, co-gestore di «Green Hill 2001» entrambi condannati a 1 anno e 6 mesi, Roberto Bravi, direttore dell'allevamento condannato a un anno più risarcimento delle spese. Assolto Bernardo Gotti, cogestore. Confiscati definitivamente i cani che rimarranno proprietà di chi li ha adottati.

Per la Lav «una sentenza memorabile» che rende giustizia ai 6.023 cani morti tra il 2008 e il 2012, spesso perché giudicati «difettosi».

Ora giustizia è fatta e ora esiste davvero una Verde Collina.

Commenti

vince50

Sab, 24/01/2015 - 10:58

Mi astengo dal commentare,gli ipocriti con il paraocchi potrebbero non gradire o peggio ancora non capire.

vince50

Sab, 24/01/2015 - 11:34

E come se non bastasse,l'associazione che prova grande amore per gli animali è stata ricompensata con 30mila Euro.Direi molto coretto quasi un atto dovuto,l'amore va ricambiato a dovere e in modo concreto mica a parole.

marchino.blu

Sab, 24/01/2015 - 13:26

Grande vittoria!!!!