Il gollista degli scandali può essere la sorpresa

L'uomo da battere prima delle inchieste non si è arreso e ora è in risalita

Ha avuto virtualmente in mano le chiavi dell'Eliseo trionfando nelle primarie del centrodestra, poi - travolto da uno scandalo che ne ha rovinosamente appannato l'immagine - gli sono state strappate in favore di un outsider quarantenne, ma all'ultimo minuto potrebbe rientrare in gara e addirittura vincere.

È la sintesi estrema del percorso di François Fillon, il candidato dei Republicains, ultima incarnazione del gollismo francese. L'ex premier di Nicolas Sarkozy ha dovuto lottare come un leone per mantenersi in corsa dopo che in gennaio il settimanale Le Canard Enchainé l'aveva gettato nel fango rivelando e documentando l'ammontare degli stipendi che aveva fatto avere a sua moglie Penelope e a due suoi figli per impieghi fittizi. I suoi indici di popolarità erano crollati e all'interno del suo partito ci si era a lungo interrogati non tanto sull'opportunità di sostituirlo (a un certo punto sembrava deciso) quanto con chi. Dopodiché, chiarito che Alain Juppé da lui sconfitto alle primarie non era disponibile, la candidatura Fillon è rimasta in piedi.

Lui, nel frattempo, non aveva mai mostrato segni di cedimento. Neppure dopo la sua formale messa sotto indagine. A quel punto invece di ritirarsi - come aveva promesso - ha cominciato ad alzare la voce: definendo il cosiddetto Penelopegate «un tentativo di assassinio politico» e resistendo a quanti nel centrodestra gli chiedevano il fatidico passo indietro. Ricompattato a fatica il partito dietro di sé, si è ricominciato a parlare del suo programma ed è ripresa la difficile salita nei sondaggi, fino a quel 20 per cento scarso registrato alla vigilia del voto che gli consente di giocarsi l'accesso al secondo turno. Se gli riuscisse avrebbe la vittoria assicurata, perché i sondaggi lo danno in vantaggio su qualsiasi rivale il prossimo 7 maggio.

Figlio di un notaio e di una docente universitaria, originario di Le Mans e laureato in Diritto, François Fillon ha 62 anni. Ama ripetere di essersi avvicinato alla politica quasi per caso, quarant'anni fa, come aiutante di un deputato. Il suo programma politico combina elementi liberali in economia con scelte conservatrici in ambito etico (è contrario all'adozione per le coppie omosessuali e alla maternità surrogata); a questo aggiunge un chiaro messaggio per quanto riguarda la difesa della sicurezza dei francesi, tanto che sul punto della lotta senza quartiere al terrorismo islamico fa aperta concorrenza a Marine Le Pen, chiedendo come lei la chiusura delle frontiere. La sua contrapposizione ad alcuni temi classici della sinistra francese è altrettanto forte: vuole abolire l'iconica legge delle 35 ore di lavoro settimanali e ha annunciato in campagna elettorale un drastico taglio di mezzo milione di posti pubblici, da compensare appunto con un aumento degli orari di lavoro degli statali.

Le sue posizioni più controverse sono quelle in politica estera. Notoriamente vicino al leader russo Vladimir Putin, auspica un'intesa internazionale che affianchi l'Occidente a Russia e Iran per il contrasto al radicalismo islamico, considera Assad un utile alleato e si mostra comprensivo verso le mosse russe in Ucraina (annessione della Crimea inclusa) che hanno causato l'imposizione di sanzioni contro Mosca: in questo è vicino alla Le Pen e lontanissimo dal centrista Emmanuel Macron. Ma non dubita di sconfiggere entrambi.

Commenti
Ritratto di mortimermouse

mortimermouse

Dom, 23/04/2017 - 08:50

mille volte meglio fillon, se proprio devo scegliere tra lui e le pen! ma non è che siano proprio gli opposti! per certi versi simili, a tal punto che uno o l'altro sono comunque preferibili alla sinistra, sicuramente!!!!

giovanni PERINCIOLO

Dom, 23/04/2017 - 11:47

Che l'impiego dei familiari fosse "fittizio" é ancora tutto da provare mentre é provato al di là di ogni dubbio che, come permesso dalle leggi in vigore, sono almeno 120 i parlamentari di ogni colore che hanno fatto la stessa cosa con l'aggravante per l'ex ministro della giustizia francese che avevba addirittura impiegato i suoi figli minorenni, questo assolutamente vietato dalle leggi sui minori! Ma di questo non si parla. Comunque questa é la dimostrazione che la feccia rossa é sempre la stessa indipendentemente dalla nazionalità! Tutto é buono per infangare gli avversari nel momento più opportuno!