Gommone affonda, 97 annegati

La Guardia costiera libica ha salvato 23 persone: tutti africani

Tripoli - Sono 97 i migranti che risultano dispersi al largo della costa della Libia, vicino a Tripoli, dopo che l'imbarcazione sulla quale viaggiavano ha fatto naufragio. Lo ha reso noto un portavoce della Guardia Costiera libica, Ayoub Qassem, al sito di informazione Alwasat.

Lo scafo è stato recuperato completamente distrutto: è probabile che a causa dell'eccessivo peso della folla a bordo abbia finito col cedere il basamento.

Nessun corpo è stato ancora recuperato, essendo le condizioni meteo pessime.

A bordo del gommone viaggiavano 120 migranti africani, tra cui 15 donne e cinque bambini. La Guardia costiera libica è riuscita a trarre in salvo 23 persone, tutti uomini, che sono sopravvissuti rimanendo aggrappati a un a sorta di grande pallone che si trovava a bordo del gommone affondato.

«Il numero dei migranti illegali dispersi è stimato in 97, tra cui tutte le donne e i bambini che erano sulla barca - ha detto il funzionario libico -. Le 23 persone che sono state tratte in salvo hanno confermato che gli altri migranti sono affogati».

Le persone salvate sono state trasferite nella base della Marina libica a Tripoli dove hanno ricevuto assistenza medica. Successivamente sono state avviate al «Centro di ricerche e indagine» per la lotta all'immigrazione clandestina, che sorge a est di Tripoli.

Le cifre relative alla potenziale bomba-immigrazione presente in Libia e destinata a «esplodere» in Italia sono impressionanti: sarebbero 800mila i migranti africani presenti in Libia e in attesa di attraversare il braccio di mare che li separa dalle coste italiane. Solo nel 2016 sono arrivati in Italia 181mila fuggitivi dall'Africa, e il 90% erano partiti dalla Libia. Nei primi tre mesi del 2017 ne sono già arrivati 24mila, contro i 18mila dello stesso periodo del 2016.

Nel tentativo di contenere questa ondata umana, il premier Paolo Gentiloni ha recentemente firmato con il capo del governo di Tripoli Fayez el Serraj un'intesa che prevede investimenti italiani per la formazione e l'equipaggiamento della Guardia costiera libica, cui viene affidato il compito di fermare i migranti sul territorio libico prima che s'imbarchino alla volta del nostro Paese. Intesa che è stata integrata da quella con il Niger, che confina con la Libia nel deserto del Sahara, e con i capi delle tribù libiche che vivono nelle oasi sahariane, lungo le vie della fuga in Europa.

Commenti
Ritratto di franco-a-trier_DE

franco-a-trier_DE

Ven, 14/04/2017 - 10:08

se rimanevano al loro paese sarebbero ancora vivi..

carlottacharlie

Ven, 14/04/2017 - 13:52

Ma che vadano tutti a ramengo, migranti ed il parlamento italiano.