Il governatore fa la vittima: «Volevano colpire me» L'abbraccio tra il figlio di Borsellino e Mattarella

Roma «Mia sorella Lucia è stata lasciata sola. Ha attraversato un calvario abbandonata dalle istituzioni». È un'accusa pesantissima quella lanciata dal figlio di Paolo Borsellino, Manfredi. Un'accusa che brucia al governatore della Sicilia, Rosario Crocetta che la respinge e rilancia. «Lucia non era sola, io ho condiviso con lei questo calvario e la sua battaglia» è la replica di Crocetta che poi denuncia un complotto di «poteri forti per far saltare Lucia Borsellino sul caso della piccola Nicole per poi far saltare me». Un riferimento al drammatico caso di malasanità nel quale una neonata perse la vita poche ore dopo il parto in una clinica in attesa di essere trasportata all'ospedale.

«Mi sono sempre opposto alle dimissioni di Lucia - insiste Crocetta - Se volevo che se ne andasse avevo un'occasione ghiotta: quella del caso della morte della piccola Nicole. Invece le sono rimasto vicino, caricando su di me le responsabilità».

Una dura polemica a distanza tra la famiglia Borsellino e Crocetta proprio nel giorno della cerimonia di commemorazione della strage di via d'Amelio. Cerimonia alla quale Crocetta e la figlia del giudice assassinato dalla mafia non hanno preso parte. La partecipazione del governatore della Sicilia più che inopportuna era già stata giudicata intollerabile dalla stessa sorella del giudice assassinato dalla mafia, Rita, che con un sms aveva seccamente chiesto a Crocetta di restare a casa. Opposti i motivi dell'assenza della figlia di Paolo, Lucia, che ha scelto insieme alla sorella Fiammetta di trascorrere qualche giorno a Pantelleria dove ieri è stata celebrata una Messa in ricordo del padre nella chiesetta dedicata a San Francesco. Assenza dovuta al clima insostenibile dopo la pubblicazione delle intercettazioni di una conversazione (peraltro smentita dalla Procura di Palermo) nella quale il medico, Mario Tutino, avrebbe detto al governatore che la Borsellino «va fatta fuori come il padre».

Nell'Aula Magna del palazzo di Giustizia di Palermo però c'è, inaspettatamente, il fratello Manfredi a ricordare il clima ostile che ha costretto Lucia alle dimissioni da assessore alla Sanità. «Non credevo che la figlia più grande dopo 23 anni dovesse vivere un calvario simile a quello attraversato dal padre nella stessa terra - dice Manfredi - Lucia ha portato la croce per amore di giustizia perchè voleva una sanità libera». Dopo le dimissioni, denuncia ancora il figlio di Borsellino, Lucia ha subito «un silenzio sordo da parte delle istituzioni e della Regione, del tutto indipendentemente dalle indiscrezioni giornalistiche su una frase».

Ad ascoltare le parole durissime di Manfredi il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella che lo aveva già incontrato in forma privata e per il quale il figlio di Borsellino ha avuto parole di stima e di affetto. A rappresentare la Regione invece proprio il neo-assessore alla Salute, Baldo Guicciardi, che ha detto di non avere notizie su eventuali dimissioni di Crocetta e che ha promesso che continuerà il lavoro iniziato da Lucia Borsellino per bonificare «il sistema sanitario da tutti coloro che lo hanno inquinato e mortificato».

Intanto la maggioranza di Crocetta continua a perdere pezzi e nel Pd cresce il malessere per l'imbarazzante posizione del governatore, anche fuori dalla Sicilia. Si è dimesso ieri il vicepresidente della Commissione Antimafia Regionale, Fabrizio Ferrandelli, Pd, che da mesi denunciava il fallimento del governo Crocetta. «Devo dare l'esempio», dice.