Il governo gioca a golf: 97 milioni

Stanziamento per ospitare la Ryder Cup 2022 a Roma

Roma - La Capitale ha perso le Olimpiadi, ma non i «mondiali» di Golf. Su quelli nessuno ha chiesto il via libera alla sindaca cinque stelle Virginia Raggi e infatti restano in agenda e, presto, faranno il pieno di risorse. Tra le varie ed eventuali della legge di Bilancio, invece dei giochi olimpici, è infatti spuntato un cospicuo finanziamento alla Ryder Cup 2022. È l'evento internazionale più importante del golf. Squadre europee e statunitensi si incontrano ogni due anni per contendersi il trofeo.

L'Italia esattamente un anno fa si è aggiudicata l'edizione del 2022. Pensata un po' come volano alle Olimpiadi del 2024, Ora, invece, la coppa è l'unico evento rimasto e il governo ha visto bene di puntarci. «Per il periodo 2017-2027 ai fini della realizzazione del Progetto Ryder Cup 2022, relativamente alla parte non coperta dai contributi dello Stato» viene riconosciuti alla organizzazione della Ryder Cup Europe, «una garanzia di Stato fino a 97 milioni di euro». Una belle cifra, che sa molto di compensazione per la perdita delle Olimpiadi, dopo il no di Raggi.

La legge di Bilancio ieri è approdata alla Camera dei deputati. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha firmato il decreto che autorizza le camere a procedere, accompagnando il passaggio formale con un chiaro avvertimento al governo. Mattarella ricorda che è il primo anno che si applica la riforma del bilancio e quindi l'esame si annuncia «particolarmente impegnativo». Il Parlamento «è chiamato a valutare i contenuti del provvedimento secondo le procedure previste dai regolamenti parlamentari» . Un invito a non mettere da parte le Camere, quindi.

Confermate praticamente tutte le misure, comprese quelle spuntate negli ultimi giorni. Come la tassa fissa per attirare i ricchi che si trasferiscono in Italia. Anche se è molto meno attraente delle previsioni. La tassazione è piena per i redditi prodotti in Italia, mentre l'imposta sostitutiva da 100mila euro vale per redditi prodotti all'estero, che sono comunque assoggettati alle imposte degli stati di provenienza. Una misura per attirare super specialisti, non dei «Paperoni», insomma. Se a qualcuno fosse venuto il dubbio che l'Italia avesse scelto la strada della competizione fiscale con gli altri Paesi europei, è servito.

Qualche problema sugli esodati. Il termine per l'ingresso nella mobilità che dà diritto alla salvaguardia sarebbe dovuto essere il 31 dicembre del 2014 ma, «inspiegabilmente, è stato retrocesso al 31 dicembre del 2012», ha lamentato Cesare Damiano, presidente della commissione Lavoro. Possibili emendamenti quindi.