Il governo spiana Autostrade: in un mese i soldi per il ponte

Prima bozza del Dl Genova: la società pagherà la ricostruzione. Enti locali, ok a 500 assunzioni

Autostrade non ricostruirà il Morandi ma pagherà i lavori. E dovrà versare l'importo deciso dal commissario straordinario entro trenta giorni dalla richiesta. Altrimenti sarà lo Stato a finanziarie l'opera prima di ingaggiare una lunga battaglia legale con la società. Il decreto ricostruzione attua così quanto annunciato: escludere Autostrade dai lavori, ma obbligarla a pagarli. Da Salisburgo è il premier, Giuseppe Conte, a ribadire ancora una volta che «Autostrade è fuori» dai lavori, e che sarà solo «coinvolta finanziariamente». Sarà il commissario a decidere come e a chi affidare la ricostruzione. Una figura tecnico-giuridica con uno staff di 20 dipendenti. Il nome? Il ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli assicura: «Ci sarà entro dieci giorni, subito dopo si inizierà a parlare di progetti. Visto che avrà moltissimi poteri e potrà andare in deroga al codice degli appalti, dovrà essere moralmente ineccepibile». Ci sono poi le misure per gli sfollati, assunzioni per gli enti locali fino a 500 persone in due anni per far fronte all'emergenza, in deroga ai vincoli di spesa.

E poi, in futuro, ci sarà anche la Gronda: «Stiamo analizzando anche quella: se si dovrà fare la si farà, non c'è alcun tipo di pregiudizio», ha detto candidamente Toninelli, compiendo una giravolta a 360 gradi sulla rotta del M5s che ha il no all'opera nel suo dna. Nel 2014, Beppe Grillo chiedeva addirittura l'intervento dell'esercito per bloccarla. «È un disegno morboso e stupido».

A Genova però bisogna fare presto, insiste il presidente della Liguria Giovanni Toti, che ha ricevuto il piano di demolizione del ponte da parte di Autostrade. Bisogna farlo «entro dodici mesi. Questa città vuole andare avanti». «L'obiettivo di 12 mesi per la realizzazione del nuovo ponte dall'inizio dei lavori può essere mantenuto», ha rassicurato l'ad di Atlantia, Giovanni Castellucci, che rimborserà gli sfollati riconoscendo all'immobile un valore pari a più del doppio della quotazione commerciale, 81mila euro di indennizzi vari e un bonus riarredo di 450 euro a metro quadro, secondo un accordo con Comune e Regione. Alle aziende invece andranno fino a 200mila euro per coprire il calo del fatturato mentre Genova - si legge nella bozza del decreto - sarà una zona franca urbana, all'interno della quale le aziende che hanno subìto a causa una riduzione del fatturato potranno richiedere esenzioni fiscali o risarcimenti al Comune.

Mentre l'inchiesta va avanti, sotto la lente dei magistrati finiscono anche delle mail tra società e la sua controllata, Spea Engineering, incaricata di manutenzioni e prevenzione dei rischi. In alcuni scambi sequestrati dai finanzieri i dirigenti di Aspi avrebbero definito il personale della medesima Spea «inadeguato» a effettuare i controlli. Un elemento che potrebbe essere cruciale nel ricostruire il grado di consapevolezza del rischio sul Morandi, vista la scarsa fiducia della concessionaria in chi doveva controllare la stabilità del viadotto. Autostrade però in una nota liquida la corrispondenza come «ordinaria dialettica contrattuale tra cliente e fornitore». Per esempio, «in occasione dei lavori sulle barriere di sicurezza del Polcevera, Autostrade aveva contestato a Spea un mancato rispetto degli obblighi contrattuali. Spea aveva provveduto alla rimozione dall'incarico del direttore lavori. Tale dinamica certifica dunque la piena regolarità e il funzionamento del sistema di controlli, e non il suo contrario».