Il governo vuole salvare gli "sceriffi del Fisco"

Stabilità, spunta la norma per tutelare i 767 dirigenti retrocessi dalla Consulta. La Orlandi vorrebbe conferma e stipendio pieno

Il conflitto tra governo e Agenzia delle entrate potrebbe finire con un emendamento alla legge di Stabilità targato Partito democratico. E sarà la vittoria del direttore Rossella Orlandi. La vicenda è quella dei 767 dirigenti del fisco retrocessi dopo una sentenza della Corte Costituzionale perché erano stati promossi con procedure interne, non con concorso. Difesi fino all'ultimo dalla Orlandi in quanto indispensabili. Da confermare, con stipendio pieno. Impossibile tenerli con paghe da funzionari - era la tesi dell'Agenzia. Sulla vicenda il direttore delle Entrate, che vanta una partecipazione alla Leopolda di Matteo Renzi, ha aperto un conflitto durissimo con il governo, facendo infuriare il sottosegretario Enrico Zanetti che, di fatto, giorni fa proprio su questa vicenda chiese le sue dimissioni. L'Agenzia, era la tesi del leader di Scelta Civica, «non è più debole, basta fare selezioni e concorsi».

Se le proposte di modifica alla legge di Stabilità firmate dal Pd passeranno, la vicenda prenderà una piega del tutto diversa. Quella gradita alla sinistra del Pd e ai sindacati che avevano, appunto, chiesto una soluzione con la legge di Stabilità. La modifica prevede che i funzionari e i dirigenti delle Agenzie fiscali retrocessi possano continuare ad «esplicare le relative funzioni» e che venga loro corrisposto «il relativo trattamento economico». Arretrati compresi, quindi. Niente nuova selezioni, né soluzione provvisoria in attesa di un concorso, come aveva prospettato il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan.

Sempre sul fronte fiscale, i sindaci chiedono di fatto di aumentare le tasse. Degli emendamenti ispirati dall'Anci, l'associazione dei comuni, propongono un ritocco all'imposta di soggiorno, l'istituzione di un'imposta delle città metropolitane sui diritti di imbarco nei porti e negli aeroporti, l'abolizione dello sconto del 30% sulle multe al codice della strada pagate entro 5 giorni.

Una stangata che potrà fare comodo ai sindaci in rosso, ma che, se dovesse passare, annullerà ogni buon proposito di riduzione delle tasse da parte del governo.

Come previsto, tornano le pensioni. Una proposta di modifica firmata dai senatori Pd Giorgio Santini e Annamaria Parente, prevede che per i disoccupati vicini alla pensione si possa anticipare il ritiro ottenendo un «prestito» sull'assegno che poi sarà restituito per due terzi. Fronte bipartisan in Parlamento contro i tagli ai Caf. In molti, dal M5S ad Ap passando per Sel e la Lega chiedono di cancellare totalmente la riduzione. Ma anche il Pd punta a decimare il taglio ai patronati di dieci volte. Chissà se il premier Renzi sarà d'accordo.

Commenti

giovanni PERINCIOLO

Mar, 10/11/2015 - 09:31

Stato??? perché parlare ancora di stato quando ci si riferisce all'Italia?? Uno stato che vuole occuparsi di tutto, uno stato che ha il record mondiale di "partecipate" (tutte in rosso tra l'altro) in tutti i campi ma non sa adempiere a uno dei pochi compiti "regali" come quello di incassare le tasse e lo delega a una "agenzia" esterna non é degno di esistere!