Grasso regala la pensione al senatore dem dimissionario

Melina sulla data di uscita di Cuomo, che per un giorno ha diritto all'assegno. Proteste e urla in Aula

Roma - Il Senato regala la pensione al senatore del Pd Enzo Cuomo. Il presidente Pietro Grasso fa slittare la presa d'atto dell'Aula delle dimissioni dalla carica di senatore della Repubblica di Cuomo che nel frattempo è diventato sindaco della città di Portici, in provincia di Napoli. «Un melina concordata», protestano rumorosamente nell'emiciclo i parlamentari del M5s. L'obiettivo è far maturare al senatore democratico il diritto alla pensione. Domani, 15 settembre, è, infatti, il giorno più atteso per deputati e senatori: scattano i quattro anni sei mesi e un giorno dall'avvio della legislatura che - come da legge di riforma dei vitalizi approvata nel 2011 - garantisce la pensione ai parlamentari alla prima legislatura. Va chiarito che scatterà non prima dei 65 anni, che però possono diventare 60 in caso di rielezione per almeno altri, fatidici, 4 anni 6 mesi e un giorno.

Cuomo, approdato Palazzo Madama nel 2013, è stato proclamato sindaco del Comune di Portici il 20 luglio di quest'anno: dal quel giorno è «incompatibile» per doppio incarico. Il sindaco in base alla legge era obbligato a scegliere tra la poltrona a Palazzo Madama e la fascia tricolore: Cuomo non ha mai avuto dubbi circa la volontà di restare a Portici. C'era, però, un risultato da raggiungere a Roma: la pensione. L'impresa era complicata: arrivare al 15 settembre, data utile per maturare l'assegno, senza decadere dalla carica di senatore. La lettera di dimissioni di Cuomo è stata protocollata negli uffici romani a fine agosto. Addio pensione? Niente affatto. La decadenza da senatore scatta solo dopo la ratifica dell'Aula. L'assist al senatore sindaco sarebbe arrivato dal presidente del Senato che, alla ripresa dei lavori parlamentari, dopo la pausa estiva, non avrebbe inserito le dimissioni di Cuomo fra i punti all'ordine del giorno delle prossime sedute a Palazzo Madama. E per replicare alle accuse dei grillini, ieri in serata, Grasso si è chiamato fuori con una nota ufficiale: non ho potuto che «prendere atto dell'autonoma decisione della Giunta per le elezioni e le immunità del Senato», che ha concesso 3 giorni di tempo al parlamentare del Pd per decidere se accettare l'incarico di sindaco di Portici o restare senatore.

C'è da scommettere che Cuomo, nonostante stia svolgendo a tempo pieno l'attività di sindaco, comunichi la propria decisione (scontata) solo alla scadenza dei tre giorni. E, dunque, il 16 settembre, quando tutti i parlamentari avranno incassato il diritto alla pensione. Anche il sindaco di Portici.

Una «furbata» che il M5s sta provando a impedire: «Abbiamo chiesto che già domani (oggi per chi legge, ndr) venga comunicata all'Aula la decadenza di Cuomo. Se la Giunta riterrà necessari altri tre giorni di tempo per prendere atto di una chiara volontà formalmente espressa da Cuomo a fine luglio, allora vorrà dire che si stanno mettendo in atto trucchi e raggiri per permettere a Cuomo di prendere una pensione a cui non ha diritto. Se così fosse non avremmo solo un danno economico per il Senato, pagato con i soldi degli italiani, ma soprattutto un danno di immagine per l'istituzione, perché il messaggio è che in Parlamento le leggi vengono piegate alle esigenze dei singoli», ha tuonato il senatore del M5s Enrico Cappelletti. Parole forti, ma inutili. A Portici si festeggia già il «pensionato» sindaco.

Commenti

leopard73

Gio, 14/09/2017 - 10:10

REGALANO SEMPRE SOLDI DEGLI ALTRI MAI I SUOI!! CIALTRONI.