Il grido del Copasir: "Più risorse agli 007"

Il presidente Stucchi (Lega): "Chiudere le frontiere e controllare gli immigrati già in Italia"

Roma - «Per l'Italia, la minaccia di attentati terroristici viene definita significativa, un grado più su di possibile. Ed è chiaro che nell'attacco a Parigi si è visto un nuovo tipo di azioni, rispetto all'attentato di gennaio a Charlie Hebdo. Stavolta, il gruppo era ben strutturato e preparato, soprattutto più numeroso».Giacomo Stucchi è appena uscito dalla riunione al Viminale del Copasir, che presiede, in cui il sottosegretario con delega ai Servizi Marco Minniti ha fatto una relazione sulla base delle informazioni che vengono dalla capitale francese. Definisce «upgrade» il salto di livello dell'allarme. «In gioco - dice - ci sono tutti i valori dell'Occidente, in primis quello della democrazia. Dobbiamo continuare a combattere questa minaccia e non rinunciare al nostro stile di vita, non rassegnarci, perché paralizzare la società occidentale è esattamente il loro obiettivo».È ancora presto per essere sicuri, ma il sospetto è che i kamikaze di Parigi, 8 o forse 10, fossero «eterodiretti», come dice Stucchi. Comunque, avevano attorno una rete di diversi basisti e fiancheggiatori, alcune decine di persone. L'azione era così complessa da mettere sotto accusa i servizi di intelligence francesi, anche perché sembra che uno dei terroristi fosse già stato schedato. «Sì, dalle impronte digitali risulta che era stato identificato e sotto osservazione degli 007 - conferma il senatore leghista -. I servizi sono stati appena riorganizzati, forse sono in fase di assestamento, diciamo non ancora al meglio».Il particolare dei passaporti, uno siriano e un altro egiziano, ritrovati sui kamikaze fa anche temere uno scarso coordinamento tra i servizi europei e non. Ma per Stucchi ancora non ci sono elementi per dirlo. «I passaporti sono stati ritrovati accanto ai corpi, ma bisogna accertare che effettivamente siano dei terroristi», avverte.Nella riunione del Comitato parlamentare per la sicurezza si è deciso di chiedere al governo più risorse per l'intelligence, più uomini e tecnologie. Una richiesta trasversale, che riunirà tutti i senatori del Copasir su un emendamento alla legge di Stabilità, sul modello di quello già presentato dal M5S. «Da parte dell'intelligence italiana - spiega Stucchi - c'è il massimo impegno nel prevenire possibili rischi terrorismo nel nostro Paese e il coordinamento con le procure e le forze dell'ordine si sta rivelando vincente. Ma occorre fare di più anche sul fronte dei respingimenti dei clandestini, dei controlli nei campi di accoglienza, dell'esame delle richieste d'asilo». Il senatore del Carroccio indica il modello francese. «Per me, il governo dovrebbe seguire l'esempio di Parigi, senza aspettare l'attentato. Cioè, chiudere le frontiere e controllare tutti quelli, soprattutto immigrati, che sono sul nostro territorio».Bisogna fare presto, perché l'8 dicembre con il Giubileo è dietro l'angolo. «Alla riunione abbiamo discusso dell'Anno Santo - dice Stucchi - e ci sarà molto utile l'esperienza dell'Expo. Il Giubileo sarà diffuso e impone un'azione policentrica. Credo che lo Stato dovrà essere anche più visibile a Roma, con agenti e mezzi. Oggi lo è troppo poco».