Grillo non è più profeta in patria La sua Genova gli volta le spalle

Non c'è solo il caso Cassimatis, alle amministrative corre anche un altro ex grillino e il Movimento va in pezzi

Genova - Se è vero che nessuno è profeta in patria, nella sua Genova Beppe Grillo potrebbe andare anche oltre ed assistere alla distruzione del suo Movimento. Il falso profeta della rete, della democrazia diretta e di tutte le bufale collegate al grillismo, di figuracce e scivoloni negli ultimi anni ne ha collezionate a grappoli ma adesso, dopo l'ennesima, qualcosa è cambiato: è sempre più solo. Genova infatti gli si è rivoltata contro con spaccature, correnti, faide e una base che non segue più pedissequamente il guru. Caratteristica comune del grillismo militante infatti è stata finora la cieca obbedienza a Grillo. Lui straparla, i militanti lo difendono; lui dice una fesseria, la base lo giustifica; lui manda a quel paese un rivale, tutti lo imitano. Così era, finora. Perché proprio a Genova qualcosa è cambiato.

Tutto è iniziato quando quello che era il suo volto sotto la lanterna, Paolo Putti, già candidato sindaco per il M5s alle passate amministrative e poi capogruppo in Comune ha detto che no, non si riconosceva più in quell'accozzaglia che è diventato il Movimento. Lui, grillino duro e puro della prima ora, si è defilato, beccandosi sì gli insulti di chi interpreta la politica come una setta in cui è vietato avete un'opinione discordante col leader, ma anche molti complimenti, trascinandosi dietro un seguito importante. Ha già annunciato che correrà come sindaco con un gruppo a sé stante e sono in molti tra gli ex grillini pronti a seguirlo.

E il caso Cassimatis, vincitrice alle Comunarie e poi estromessa con atto d'imperio del capo, bacchettato anche dal Tribunale, conferma questa tendenza. Basta guardare i commenti alle pagine Facebook e Twitter della candidata ripudiata. Insieme a qualche insulto che non manca mai, moltissimi sono i messaggi di supporto, sostegno e incoraggiamento a portare avanti la propria battaglia. Una battaglia che lei stessa ha definito in stile «Davide contro Golia» ed effettivamente le possibilità che Cassimatis venga riabilitata e possa correre per la poltrona di sindaco sono scarsissime. Il Tribunale le ha dato ragione ma Grillo non vuole mollare: non sarà la nostra candidata, ha detto a caldo. Improbabile una soluzione a tarallucci e vino, l'ex comico potrebbe sospenderla e diffidarla dall'utilizzare il simbolo, andando però incontro ad altri ricorsi. Oppure potrebbe indire nuove Comunarie ma anche in questo caso presterebbe il fianco ad altre grane legali. Resta l'ipotesi di presentare liste gemelle con candidati sia Cassimatis che Pirondini, lo sconfitto del voto e nominato da Grillo, lasciando al Tar la scelta finale. Ultima ma non impossibile opportunità, quella di ritirare la lista e non correre a Genova, magari subdorando un flop alle urne. Il che sarebbe comunque una sconfitta bruciante. Chi potrebbe davvero godere di questo caos è il candidato del centrodestra unitario Marco Bucci. Il manager scelto da Forza Italia, Lega e Fdi sta raccogliendo sempre più consensi e punta deciso a conquistare una città delusa da 70 anni di gestione della sinistra. E, ora, simbolo del bluff grillino.

Commenti

lorenzovan

Mar, 18/04/2017 - 11:18

nessuna sorpresa ...da sempre Genova ..stranamente..dato che e' una citta abbastanza conservatrice..e' un laboratorio di nuove esperienze...il risorgimento...nel bene e nel male..deve tutto a genova..a Genova un intero corpo d'armata teedesco...unico esempio ...si arrese ai partigiani...ma cosi' come Genova e'pronta a esperimentare..cosi' Genova e' pronta ad abbandonare i falsi progetti

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Leonida55

Mar, 18/04/2017 - 17:27

Se non va a Grillo, Genova torna ai rossi, peggio ancora. Visto cosa hanno fatto in precedenza.

Ritratto di siredicorinto

siredicorinto

Mer, 19/04/2017 - 05:40

Possibile che il BUON SENSO " non alberghi più nelle città italiane? Cosa mai deve ancora fare il " grillismo " per farsi considerare per quello che é" Una bufala madornale " cosa mai deve ancora fare il comunismo dopo oltre settantanni di terrore nei paesi dell'EST , per essere considerayo e riconosciuto per quello che é, ovvero il cancro sociale dello scorso secolo?

Ritratto di Nubaoro

Nubaoro

Mer, 19/04/2017 - 07:42

Che genova, come firenze, carrara, pisa, ecc. non votino rosso è veramente difficile; il PD controlla come una piovra tutti i gangli economico sociali e distribuisce posti, stipendi, consulenze e favori "sapientemente" in modo da assicurarsi il voto. La metà di quelli che strillano contro le nefandezze delle giunte rosse voterà senz'altro rosso, tengono famiglia.

napolitame

Mer, 19/04/2017 - 08:14

e berlusconi vincera' le elezioni. Vabbe'. disco rotto.

finedelmondo

Mer, 19/04/2017 - 10:55

La giunta di Genova è ininterrottamente rossa da 40 anni. Solo che adesso è diventata una tale fogna che la gente ne ha davvero le scatole piene. Marco Bucci è il candidato della Lega, che FI e FdI hanno deciso di sostenere. Si tratta di un manager di caratura internazionale, mentre il PD non ha saputo fare di meglio che candidare un assessore della giunta uscente. Mah!