Guai per le regine del gossip Lucarelli e Soncini alla sbarra

Le due giornaliste rinviate a giudizio: per il pm hanno rubato foto di Clooney e Canalis per venderle a «Chi»

MilanoIl genere umano è sopravvissuto anche senza vedere le foto della festa di compleanno di Elisabetta Canalis nella villa di George Clooney quando l'ex velina e l'attore dell'Idaho erano una delle coppie più glamour del mondo. Eppure su quelle foto, scattate da uno degli ospiti del party, si è innescato un giallo a base di hackeraggi, trattative, incontri segreti che ora rischia di travolgere tre protagonisti del dorato mondo del pettegolezzo via Internet, ovvero giornalisti-blogger specializzati in fatti di vita e di costume: Selvaggia Lucarelli, Guia Soncini e Gianluca Neri, animatore del blog Macchia Nera . I tre verranno processati a Milano a partire dal 13 giugno, accusati di essersi infilati come pirati informatici nel sito di un'ospite della festa, e di avere cercato poi di vendere lo scoop a Chi per 120mila euro. Gli imputati si proclamano innocenti e contrattaccano prendendosela con Alfonso Signorini, direttore della rivista mondadoriana, e sparando ad alzo zero sul pubblico ministero che conduce l'inchiesta. Insomma, un pasticcio gigantesco che - a dieci anni da Vallettopoli, e con Fabrizio Corona ad invecchiare in cella - rialza il sipario sull'aspro mondo del gossip e dei paparazzi.

Tutto scoppia ieri mattina quando un altro blog, Giustiziami , coriaceo raccontatore delle storie oscure del tribunale milanese, rivela l'esistenza dell'inchiesta, e pubblica per intero il decreto di processo immediato a carico dei tre. Da cui si scopre che dalla querela di Felice Rusconi, marito della showgirl Federica Fontana, il pm Grazia Colacicco è risalita passo passo a ricostruire le incursioni del terzetto nei siti della Fontana e di Mara Venier ma anche di star hollywoodiane come Scalet Johannson e Sandra Bullock. Dal sito della Fontana, i tre hanno scaricato 191 foto della festa a villa Clooney. E avrebbero cercato di venderle a Signorini.

Apriti cielo. La Lucarelli, appena assunta al Fatto quotidiano reagisce dura, dicendo di non sapere nemmeno come «si fa un aggiornamento al computer», polemizza con la Procura, «ci sono state perquisizioni, sequestri e intercettazioni come se fossi entrata in possesso di informazioni riservate alla Cia», e accusa il pm di avere «salvato» Signorini, «non capisco come mai questa persona sia stata poi estromessa dall'indagine. Misteri della giustizia italiana». Subito dopo Neri rincara la dose, con una ricostruzione in cui storpiando i nomi dei protagonisti (e la pm diventa addirittura «Greta Fantacecco») sostiene di avere scaricato le foto da un sito ad accesso libero, e che furono Signorini e il suo vice Gabriele Parpiglia a insistere, con la benedizione di «Barina Merlusconi», per comprare le foto. Invano.

Botte da orbi, come si vede, tra blogger di sinistra e magistratura. Dalla Procura, ieri, nessuna reazione. Ma chi ha potuto leggere le carte dell'indagine, racconta che oltre all'analisi dei computer sequestrati al terzetto, ci sono gustose intercettazioni in cui gli indagati commentano in diretta l'hackeraggio della Venier, «Habemus Mara», dice Neri, e la Lucarelli replica entusiasta: «Voglio tutti i suoi scheletri in fila». E viene ricostruito anche il modo in cui Neri, per conto delle due amiche, si procurava le password dei siti in cui fare irruzione, trovando le risposte alle «domande segrete».