Guerra in Rcs, Cairo prova a prendere il Corriere

Via all'offerta di scambio sulle azioni per ottenere (almeno) la maggioranza: "Sarà un grande gruppo multimediale"

Urbano Cairo, l'editore che è riuscito nell'impresa di portare la tv La7 in utile ci riprova. Questa volta nel mirino è Rcs, la casa editrice del Corriere della Sera, società in crisi da tempo e con 500 milioni di debito.

Nella tarda serata di ieri Cairo ha lanciato un'offerta pubblica di scambio (Ops) sul 100% di Rcs. L'operazione propone 0,12 azioni Cairo Communication per ciascun titolo Rizzoli apportato. In sostanza ogni azione Rcs è valutata 0,551 euro, contro i 0,455 euro segnati ieri in Borsa dopo un balzo dell'11,52 per cento.

L'offerta, si legge in un comunicato, «è finalizzata a creare un grande gruppo editoriale multimediale, dotato di una leadership stabile e indipendente, e a rafforzare il profilo economico-finanziario di Rcs accelerandone il processo di ristrutturazione e rilancio».

La proposta è condizionata all'adesione di azioni che permettano all'offerente di avere una quota pari ad almeno il 50% più un'azione ordinaria. Le banche creditrici di Rcs dovranno però accettare una moratoria sul debito, rinunciamdo alla facoltà di chiedere il rimborso anticipato per il cambio di controllo.

Non dovranno poi chiedere fino a fine 2017 a Rcs alcun rimborso in linea capitale, salvo il rimborso anticipato parziale con l'incasso dalla cessione di Rcs Libri.

Le banche si dovranno poi impegnare a non avvalersi del recesso dei finanziamenti, a non chiedere procedure concorsuali per Rcs, e a mantenere le linee di finanziamento in essere.

L'offerta, è stato chiarito, non è finalizzata alla revoca delle azioni ordinarie della società da Piazza Affari. Se Cairo dovesse divenire titolare di una partecipazione nel capitale sociale di Rcs superiore al 90% delle azioni, viene comunque chiarito, riserva di valutare se procedere o meno alla ricostituzione del flottante sufficiente ad assicurare il regolare andamento delle negoziazioni delle azioni Rcs sul Mta. Cairo Communication, ai corsi di ieri, vale in Borsa 360 milioni contro i 217 di Rcs. L'offerta comunque attribuisce alla valutazione dei titoli Rcs un premio del 20% circa. Urbano Cairo ha oggi in portafoglio il 4,724% di Rcs. Tra gli advisor Banca Imi, che fa capo a Intesa Sanpaolo, a sua volta azionista di Rcs con circa il 4% e tra i maggiori creditori del gruppo editoriale.

Equita Sim è advisor finanziario e lo studio Bonelli Erede, consulente legale.

Commenti

DuralexItalia

Sab, 09/04/2016 - 11:58

Rotta tutta a sinistra! La stampa si fonde con repubblica per realizzare un un colosso di idee "progressiste"... ora il corriere con la regia di Cairo con La7 (crogiuolo delle idee liberal e sinistroidi) ed il gioco è fatto! Non rimarranno che pochissime testate a difesa contro il pensiero unico nei media. Buona battaglia a tutti

vittoriomazzucato

Sab, 09/04/2016 - 12:53

Sono Luca. Se anche RCS e cioè Il Corriere della Sera fosse nelle mani di Cairo Editore, la stampa Italiana sarebbe monopolio della Sinistra. Il Gruppo Espresso possiede La Repubblica-La Stampa-Il Secolo XIX-L'Espresso-L'Huffington Post ed ora il Gruppo Cairo Editore potrebbe possedere RCS tutta la stampa con i due quotidiani più venduti sarebbe pro Renzi che oltretutto dispone già di RAITV e RADIO. GRAZIE.

Anonimo (non verificato)

pinux3

Sab, 09/04/2016 - 13:19

@DuralexItalia...Sei proprio convinto che Cairo sia di sinistra?

pinux3

Sab, 09/04/2016 - 13:24

Beh, speriamo che il Corriere non assomigli a "la gabbia"...