Guerra santa in Italia: «Il terrore è un dovere»

Le intercettazioni con la sorella nel tentativo di convincerla a partire «Bisogna uccidere i miscredenti. Loro non vogliono lo Stato islamico»

Presentiamo gli stralci più significativi delle intercettazioni tratte dall'ordinanza della Procura di Milano che, grazie all'inchiesta della sezione terrorismo islamico della Digos, ha portato a dieci provvedimenti di custodia cautelare in carcere (sei quelli eseguiti) per 4 italiani, 5 albanesi e una canadese, accusati a vario titolo di associazione con finalità di terrorismo e organizzazione di trasferimenti per finalità di terrorismo. «È la prima indagine sullo Stato Islamico in Italia, tra le prime in Europa» ha spiegato il procuratore aggiunto Maurizio Romanelli secondo il quale la cellula «non progettava attentati in Italia» ma gli affiliati erano pronti a trasferirsi in Siria.

Milano Maria Giulia Sergio, 27 anni, ormai si fa chiamare Fatima e, convertitasi all'Islam, combatte per lo Stato Islamico in Siria a fianco del marito, l'albanese Aldo Kobuzi. Originaria di Torre del Greco (Napoli) la giovane è figlia di papà Sergio (tarantino 61enne) e mamma Assunta Buonfiglio (avellinese di 60 anni) con cui è cresciuta a Inzago (Milano), Maria Giulia lo scorso 3 giugno chiarisce in una conversazione telefonica, con grande forza, parlando con la sorella 30enne Marianna, ma rivolta a tutto il suo nucleo familiare in ascolto, quanto specificato dal califfo Abubakr Al Bagdad. E cioé che il musulmano che non può raggiungere lo stato islamico è chiamato a compiere la jihad nel luogo in cui si trova. E la jihad consiste nell'uccidere i miscredenti.

Maria Giulia : «Comunque volevo dirti una cosa, Abubakr Al Bagdad ha fatto un nuovo annuncio e ha detto “Giuro su dio chi non può venire qua in jihad, io dico che jihad è farda in ( dovere obbligatorio )“.

Marianna : «Ok»

Maria Giulia : «Sì fardain ...allora deve fare jihad nei paesi in cui si trova! “Solo così io do halal (cosa lecita, ndr) nel nel giorno del giudizio“. Dio è grande, non c'è altro dio che Allah, lode a dio, e l'emiro dei credenti ha detto:“il jihad per la causa di dio è un dovere obbligatorio“, no? E quindi chi non può venire qui...»

Marianna : «E il jihad qui in cosa consiste?

Maria Giulia : «Il jihad nel daarakufr (terra della miscredenza, ndr)? Uccidere i miscredenti!!! Loro non vogliono lo stato islamico, non vogliono Allah l'Altissimo».

Marianna : «Ok».

Maria Giulia: «Perché dovete vivere lì? Perché i musulmani devono vivere nel daarkufr (terra della miscredenza, ndr), dove la loro vita è tutta haram (illecita, n dr)! Tutta haram anche se loro stanno chiusi in casa ma è comunque haram! Perché loro non sottostanno alla sharia » (legge, ndr) .

E Maria Giulia cita un esempio recente, quello degli attentati di Parigi del 7 gennaio scorso.

Maria Giulia: « (...) Due fratelli hanno ucciso kufar (miscredenti, ndr)

Marianna: «Ehmm»

Maria Giulia : « Che hanno...Che in pratica hanno preso in giro il profeta - pace e benedizione su di lui - e tutta la umma (la nazione dell'Islam, ndr) . Hanno ucciso...però questi due poi shuhada (caduti martiri, ndr) . Che alla waatala (dio l'altissimo, ndr) accetti la loro anima nella jenna (il paradiso, ndr), però loro hanno esattamente obbedito all'emiro dei credenti e l'emiro dei credenti considera il loro atto lecito nel giorno del giudizio, lode a dio, capito?».

Marianna : «Sì, sì» .

Appena giunta in Siria e sistematasi con Aldo Kobuzi nello Stato Islamico, infatti, Maria Giulia comincia a chiedere in modo sempre più insistente ai propri congiunti di raggiungerla nella terra dello Sham insistendo sull'obbligatorietà dell'immigrazione per tutti i credenti che non devono assolutamente vivere nelle terre governate dai miscredenti e devono raggiungere il Califfato. Dalle indagini emerge che tutti gli indagati che hanno aderito allo Stato Islamico svolgono una funzione incessante di esaltazione dello stesso e sono fortemente determinati affinché le persone più vicine compiano una scelta analoga. Il 24 gennaio, quindi, telefona alla sorella per esortarla a prendere una decisione.

Maria Giulia: «Mari, non parlare, non devi parlare. Allora quando vuoi, quando, Inshallah, siete pronti, io vi organizzo il viaggio da qui con i mujaheddin, non voi da soli così, capito?»

Marianna : «Ehmm...Va bene».

Maria Giulia: «Non c'è problema, qua non vedono l'ora...Già un mese fa un fratello che fa questi viaggi qua ha chiesto a Said (il nome del marito di Maria Giulia, Aldo Kobuzi, dopo la conversione, ndr): “Allora la famiglia di tua moglie viene o no? Viene o no?“. Perché loro...Cioè, qua, ci amiamo tanto nell'Islam, siamo tutti fratelli, non c'è egoismo».

Sempre in gennaio Maria Giulia, che si trova in Siria, viene a sapere che tutte le testate giornalistiche hanno pubblicato la notizia della sua partenza alla volta del Califfato insieme al marito. La ragazza ordina così ai parenti, comunicando con loro via Skype sul pc del padre, di non parlare più con nessuno e di non fidarsi di nessuno. Chiede quindi di bruciare documenti ed effetti personali che ancora dovessero trovarsi nell'abitazione di Inzago.

Assunta: «...è che non possiamo uscire Fatima».

Maria Giulia: «Ah, perché? Perché non può uscire?»

Assunta : «Abbiamo ospiti fuori»

(Sergio borbotta qualcosa d'incomprensibile)

Maria Giulia : «Chi fuori? Chi? Chi? Chi?».

Assunta : «Ma tu non sai niente?».

Sergio : «Ch i...».

Assunta : «I giornalisti».

Maria Giulia : «Ah! Ah!Ah! Subahanallah (dio l'altissimo, ndr), allora mamma sa i cosa è successo? (...) Durante la festa del matrimonio una sorella del Kosovo mi ha detto “guarda che sei andata in televisione“; io ho detto “non lo so“ e poi ieri ho visto le notizie di quei maledetti kuffar, che Allah subhanallah li distrugga in questa vita e nell'altra, amen...Allora mamma, ascoltami, non ti preoccupare, qualsiasi cosa ti chiedono tu devi dire “io non so niente“, capito?».

Assunta : «No, noi non stiamo proprio parlando con loro».

Maria Giulia : «Ecco, non parlate mai, mai, mai, per nessuna ragione, non parlate con loro wallahi , wallahi , wallahi (giuro su dio, ndr).

Assunta : «Siamo prigionieri in casa»

Maria Giulia : «Per questo mamma Allah subhallah (...) vi darà i jannat (il paradiso, ndr) a te, a Marianna, a papà, a me, a tutti coloro che, quei maledetti kuffar hanno chiamato terroristi quando i terroristi sono loro».

Assunta : «Hanno detto che io ti ho mandato a fare la guerra»

Maria Giulia : «Allora mamma, ascoltami, non ti preoccupare, non ti preoccupare...L'unica cosa che dovete fare, dovete stare molto, molto, molto attenti, molto attenti, non parlate mai più al telefono, ok? Soltanto le cose necessarie , non scrivete più niente. Perché io da qua posso parlare e dire quello che voglio, qui non c'è il controllo, no, ma voi sì, voi sì, quindi non dite niente, se qualcuno vi domanda qualcosa non so niente io, mia figlia è sparita, io non so niente, non so niente di lei, non so niente, non date nessuna informazione perché allahuallam (dio lo sa, ndr) lì c'è stato qualche munafic (ipocrita/apostata, ndr) che ha dato informazioni su di me (...)».

Marianna, la sorella di Maria Giulia, è convinta a compiere il grande passo: vuole partire a tutti i costi per la Siria e aderire allo Stato Islamico. Il 22 febbraio scorso si reca a Melzo a trovare l'amica Dunia e, insieme a lei, via Skype, seguono una lezione di interpretazione del Corano tenuta da Bushra Haik, una siriana 30enne nata a Bologna ma cittadina canadese e che vive in Arabia Saudita con il compito d'indottrinare le aspiranti combattenti. Il ruolo di Bushra Haik è fondamentale soprattutto nell'indottrinamento di Marianna per cui diventa un punto di riferimento soprattutto dopo la partenza di Maria Giulia. Le lezioni di Bushra rappresentano infatti una efficace e continua esaltazione dell'agire terroristico dello stato islamico . Nel corso dell'intercettazione della conversazione con Dunia, Marianna, usando le stesse parole di Bushra, giustifica l'uccisione del pilota giordano bruciato vivo dai piloti dell'Isis, afferma chiaramente il suo sostegno ai jihadisti dell'Isis, enfatizzando la bellezza della vita nei territori occupati dal Califfato. Più volte ricorre la frase : «Voglio raggiungere lo stato islamico e combattere i miscredenti» oltre all'esaltazione del martirio: «M orire per Allah proprio è il massimo della fede..».

Marianna : «Sai quanti fratelli, sorelle, bambini, vecchi, sono stati uccisi dai miscredenti? (...)».

Duni a: «Ma tu lo vedi che è tutto bombardato, tutto bombardato...».

Marianna : «In televisione non fanno vedere quello che fanno gli americani lì. I nostri fratelli, i mujaheddin secondo te cosa fanno? Bombardano gli altri musulmani? Bombardano dove ci sono le avanzate degli americani. Quanti sono? Gran Bretagna, Francia, Italia, Spagna...»

Dunia : «Senza pensarci...»

Marianna : «E loro ci pensano quando bombardano?»

Dunia : «Ma no! I miscredenti...»

Marianna : «...Ma loro difendono, secondo te lì dove c'è mia sorella cosa fanno. Gli portano la spesa fuori dalla casa, li portano in ospedale, dove serve, come dei tassisti, capito? Tutto quello che serve ai parenti, tutto fanno. Secondo te cosa fanno dopo? Sono fuori di testa? Perché sai anche tu che nella tivù italiana tu non vedi le cose certe, tu vedi i video invece che vedo io, fanno vedere cosa hanno fatto i mujaheddin lì, fanno rispettare la sharia (legge, ndr), aiutano le persone, anche se tu fumi ti fanno una cosa per smettere di fumare, ti aiutano, e questa qua è una cosa naturale, una cosa normale, se tu rubi ti viene tagliata una mano, e questa è una cosa normale, questa è la sharia, se tu bruci un musulmano devi essere bruciato, questa è la sharia, contrappasso. (...) Se lo stato islamico uccide tutte queste persone è perché sono ipocriti, se tu ti allei con i miscredenti sei ipocrita, sei un ateo. (...) E quanti innocenti hanno massacrato gli americani. Ma secondo te l'Isis è lì a fare cosa? a Bombardare i fratelli? Non esiste, ma se tu guardi la televisione italiana e non ti rendi conto che questa è una propaganda che fanno. La tivù italiana cosa fa? Fa propaganda americana e non dice la verità».

Dunia : «...Cosa dicono loro, noi non abbiamo niente contro l'Islam, l'Islam è bravissimo...».(.. .)

Marianna : «(Il Califfato, ndr) Sono tantissimi, è uno stato, uno stato. Dobbiamo fare di tutto per aiutare i nostri fratelli mujaheddin...Tu pensa quante sorelle oggi sono vedove e i loro mariti sono partiti....Allah li porterà tutti in paradiso con lui perché è morto un martire. Sai cosa vuol dire è morto uno da martire? È la miglior posizione, sei nel livello del paradiso, sei nel quyem (preghiera della notte, ndr). Morire per Allah è il massimo della fede, perché tu lasci questa vita solo per servire la causa di Allah. Capisci? Lascia stare quel che passa la televisione italiana. Gli americani, no? Gli americani hanno fatto delle coalizioni con la maggioranza dei presidenti musulmani, questi qua non sono più musulmani, quando un presidente musulmano si allea con i miscredenti è un miscredente. Quello dell'Arabia Saudita si è alleato per sterminare tutti i fratelli in Iraq, in Libia, in Afghanistan, che cos'è questo, è credente? Se lo vedi lo devi uccidere! Minimo lo devi uccidere! Capito? E questo qui è quello che fa una persona normale. Tu puoi fare la salah (la preghiera, ndr) puoi fare quel che vuoi...Ma ti sei alleato per combattere contro i credenti e questo cos'è un credente? Questo deve essere ucciso (...)».

Dunia : «Ma loro vanno in moschea adesso? C'è moschea per loro?»

Marianna : «Le moschee sono per tutti i credenti, non solo per quelli dello Stato Islamico. Loro sono persone come me e come te, pregano, mangiano, vanno in bagno, fanno figli...E i visi, quando muoiono, sorridono. Pensa te, gli uomini sorridono quando muoiono, la loro faccia è serena col sorriso (...) I mujaheddin sono venuti da tutto il mondo».

Dunia : «Perché qualcuno ha detto che i ragazzi che vanno (a raggiungere il Califfato, ndr) sono giovani che non hanno niente da fare e pensano che questa è la religione...Secondo me una religione sbagliata».

Marianna : «E la religione giusta qual'è habibti (mia cara) ?».

A fine aprile la famiglia Sergio, raccolta attorno al computer nell'appartamento di Inzago, ascolta le continue e pressanti sollecitazioni di Maria Giulia in silenzio, anche quando la ragazza fa espliciti riferimenti all'eliminazioni di tutti i miscredenti. Si decide di partire per la Siria a giugno. Maria Giulia non vuol sentire ragioni. E non esita a usare toni molto forti o a fare previsioni apocalittiche alla madre che mostra un comprensibile timore a compiere un passo tanto grande e verso l'ignoto.

Maria Giulia: «Voi dovete capire questo: che noi abbiamo fino adesso sbagliato tutto nella nostra vita...perché noi abbiamo vissuto nel dar alkufr (terra della miscredenza, ndr) (...), abbiamo abbandonato il messaggero di Allah, pace e benedizione su di lui, perché il messaggero, pace e benedizione su di lui, disse che nessun musulmano, nessun musulmano, ha il diritto mai di vivere sotto la legge dei miscredenti. Noi uccidiamo per questo, noi non andiamo dal miscredente e gli diciamo “Poverino, vuoi da mangiare“...Se vuoi venire nell'Islam, va bene, sennò halas (basta, ndr)».

Assunta : «Ma io non mi sento sicura di venire là..»(...)«Se non mi trovo bene non posso fare marcia indietro».

Maria Giulia : «Non voglio sapere niente, la hijra (l'emigrazione, ndr) è obbligatoria, la hijra è obbligatoria, la hijhra è obbligatoria!! A me non interessa niente di quello che state pensando, ok? Voi dovete venire qua e basta. Non ci interessa niente. Voi dovete venire qui per...Salvare la vostra anima dall'inferno e basta!! Cps'è questa storia? Lode ad Allah l'Altissimo...Guarda Satana, è Satana il mio nemico...Ah?? Così si fa nei confronti di Allah l'altissimo che vi ha creato. (...). È questa la riconoscenza ad Allah l'Altissimo? Allah l'Altissimo nel capitolo al Haqqa (nel Corano, ndr)dice che quelli che non si aspettano il giorno del rendiconto saranno quelli che verranno gettati per primi nel fuoco delle fiamme».