Guerriglia rossa ai comizi di Salvini Scontri con la polizia e sassaiola sul palco

A Massa i manifestanti di sinistra sfondano il picchetto e attaccano gli agenti. Due contestatori feriti e arrestati. A Viareggio volano pietre

Che non si vive di sola Padania è una gran bella verità. Detto questo, la Lega Nord continua ad avere qualche problema di ambientamento a sud di Bologna. Lì all'ostile latitudine dove non passa di moda il pugno chiuso. Ieri puntatine elettorali per le Regionali toscane a Massa Carrara e Viareggio e solite contestazioni rosse organizzate. Così, tanto per provare a rompere le uova nel paniere al leader rampante. Bilancio: due manifestanti feriti e fermati (padre e figlio contestatori), una decina di contusi, bambini spaventati e lancio di uova contro l'auto del segretario. Lui ringrazia per tanta preziosa pubblicità.

Dunque, dopo la contestazione in Umbria e le polemiche con il ministro Alfano proprio sull'organizzazione della sicurezza, ieri a Massa, in Toscana e a Viareggio si è ripetuta la storia. Trecento tra Carc, anarchici, giovani dell'area antagonista attrezzati con cartelli, materassini e canotti usati come scudi e caschi avevano preparato il loro glorioso sabato pomeriggio di guerriglia urbana. Un classico per chi non ha molt'altro da fare. Obiettivo, impedire il comizio a Salvini. Ore 15,20: dal corteo partono oggetti contro la polizia. Cinque minuti e i contestatori sfondano il cordone delle forze dell'ordine per puntare al palco dove il leader della Lega sta per parlare. La polizia è costretta a caricare. Un manifestante viene ferito al capo, un altro viene medicato al pronto soccorso, la gente corre via spaventata. Il comizio di Salvini va avanti mezzora. Nel corso del quale parla del caso della dodicenne picchiata a Terni perchè portava il crocifisso: «Avete letto del pestaggio per una catenina col crocifisso? Se non ti piace il crocifisso tornatene a casa tua, prendi un barcone, un aereo, un deltaplano ma lascia l'Italia». Sempre sugli immigrati: «Vi sembra possibile che chi scappa da una guerra arrivi a Livorno e chieda la tv a colori? Qualcuno ci sta prendendo in giro e secondo me qualche cooperativa rossa ci sta guadagnando soldi con questi sbarchi». Arrivano i fischi e il lancio di oggetti. Decide che è meglio fermarsi.

Si va a Viareggio per tirare la volata al candidato sindaco Baldini. La scena si ripete. L'auto viene accerchiata e colpita con pugni e calci dopo che il leader leghista aveva interrotto la visita al mercato centrale. L'auto, in direzione della Passeggiata dove è previsto un comizio, viene inseguita dagli stessi contestatori. L'autista ferma la vettura, Salvini affronta gli inseguitori, poi ci ripensa e risale. Al mercato Salvini era andato al gazebo della Lega per poi rinunciare. «Non temo tre deficienti - dice - ma ho visto un bambino terrorizzato che piangeva per colpa di questi dementi. Non posso mettere a rischio l'incolumità della gente, no, mi fermo. Ci vediamo dopo, la Toscana non centra con questi cento balordi che lanciano uova contro me e la polizia».

Sul palco, se possibile, va peggio. Insieme alle uova volano anche sassi e uno - passato particolarmente vicino al leader leghista - viene consegnato alla polizia. «Nonostante fumogeni e minacce di centri a-sociali — si legge nell'account Twitter di Salvini — tanta gente di Massa è scesa in piazza con la #Lega». Il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, invece ha ritwittato — dopo gli scontri — la posizione che era stata espressa dal deputato Pd Emanuele Fiano venerdì sulle contestazioni a Perugia al leader della Lega, per il quale «la nostra opposizione alle idee della Lega è totale, ma anche quella alla violenza».

Nella tarda serata Matteo Salvini ha poi proseguito il tour a Pisa. E anche lì dure, prevedibili, sono state le contestazioni. Lo avevano annunciato gli antagonisti di Infoaut: «Saranno in tanti in piazza a Pisa, contro le bugie di Salvini, per respingerlo ancora una volta o per rincorrerlo nuovamente sulle spiagge del litorale. Lontano da Pisa!». Con Matteo non ci si annoia mai.

Commenti

monitor

Dom, 17/05/2015 - 11:50

Alfano farebbe bene a tacere. Ogni volta che apre bocca si autoaccusa di essere un incapace. Più di ottomila poliziotti non riescono a far sì che un comizio di Salvini possa svolgersi pacificamente. In Italia non c'è, grazie al cielo, la guerra civile. Alfano è in grado di capirlo?